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Basilicata sconosciuta: Miglionico

da Serena Fiorentino
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Salento. Lunedì. Quaranta gradi all’ombra senza ombra. Il mare sta evaporando e ci sta piovendo addosso sotto forma di umidità calda, soffocante, insopportabile. Afferro una mappa stradale del Mezzogiorno e un compasso. Ho tre giorni liberi: nessun arrivo o partenza imminente nella mia casa vacanze, almeno per il momento, almeno fino a giovedì. Traccio un cerchio perfetto col centro esattamente sulla mia casa ed un raggio di 200 chilometri. Ciò che è dentro è dentro e ciò che è fuori è fuori. Guardo verso la circonferenza un po’ a casaccio lungo la linea tratteggiata. Miglionico. 2 ore e 16 minuti. 50€ di gasolio e si parte. 2000 anime a quasi 500 metri di altitudine, un lago artificiale, un castello, un po’ d’ombra, vento da nord a 18 chilometri all’ora, umidità al 21%. Praticamente abbiamo risolto ogni nostro problema. Alle 12:30, finalmente a destinazione, siamo salvi.

La prima anima che incontriamo in paese è il macellaio sorridente e gentile che sta per tirar giù le serrande del negozio per andare a pranzo. Ci indica qualche luogo in paese da non perdere e ci prenota, lì per lì, un tavolo in una trattoria molto alla mano. Alle 12:45 siamo già comodamente seduti a tavola. Ravioli al brasato, agnello arrosto e mezzo litro d’Aglianico faranno il resto.
A stomaco pieno, in uno spiazzo all’ombra, col vento che si insinua da ogni finestra del van e ci scompiglia i capelli, aspettiamo che il sole cali. Sopravvissuti alla canicola, siamo felici.

Splendidamente superato il pomeriggio infuocato, ci avventuriamo nel paese. Michele, classe 1980, ci accompagna passo passo e ci racconta tutto, ma proprio tutto, di questo piccolo borgo in posizione strategica sulle colline tra i fiumi Bradano e Basento. Michele comincia da lontano (anzi, da lontanissimo); parte dalla storia dell’antica civiltà Enotria e dall’origine del nome di Miglionico.
Ripetiamo in coro le sette M: “Milo Magnus Miles Me Munivit Magnis Muris” (Milone il milite magno munì di magnifiche mura), apprendiamo della congiura dei baroni del 1485 nel castello del Malconsiglio, andiamo ad osservare il polittico del Cima da Conegliano nella chiesa di Santa Maria Maggiore e il Cristo ligneo dinanzi al quale Mel Gibson passò intere notti prima di girare la pellicola “The Passion”. Michele ormai è stato “assoldato” come nostra guida personale e ci accompagna addirittura a fare compere e a prendere un caffè al bar. Quando ci salutiamo è ormai sera e Miglionico si è animata di vita, di chiacchiere e di persone che passeggiano per le strade finalmente orfane del sole accecante che le rendeva inospitali durante le ore più calde del pomeriggio estivo.

(Parcheggi gratuiti senza servizi a Miglionico in via Papa Giovanni XXIII presso il cimitero e in via Estramurale Castello)

Lago san Giuliano – Bosco Coste – Grottole – Miglionico

Appena sveglia, prima ancora di sorseggiare un caffè, guardo le previsioni meteo. A quanto pare qui si prevedono ancora 4 gradi in meno rispetto a Lecce. A casa non ci torno! Nonostante la lieve ma fondamentale differenza di temperatura, questo luglio si preannuncia insopportabile. Alle 9:00, raggiunti i 38 gradi, diamo il via agli esercizi di sopravvivenza all’afa. Esercizio numero 1: raggiungere la riserva naturale San Giuliano

Riserva naturale lago San Giuliano

e appostarsi all’ombra di un eucalipto sulle sponde del lago. Qui il verde e l’azzurro, la brezza leggera, il volo degli uccelli acquatici e il discreto rumore delle onde, rendono l’esercizio di sopravvivenza un gioco da ragazzi, almeno fino a mezzogiorno, almeno fino a quando i raggi del sole ormai a picco sulle nostre teste ci negano la frescura dell’ombra. Senza scampo, è ora di passare all’esercizio di sopravvivenza numero 2: guadagnare il bosco Coste

Sosta a bosco Coste

con la speranza che gli alberi fitti fitti lascino passare l’aria ma non i raggi del sole roventi. Sdraiati su un telo all’ombra delle querce, intravediamo in lontananza una pala eolica. Gira veloce e con il suo roteare ci ipnotizza per un’oretta o forse più, poi rallenta la sua corsa, rallenta ancora e ancora. Alle 3 del pomeriggio la pala è ferma e il cielo si ingrigisce. L’esercizio numero 2 è durato troppo poco. Si sentono i tuoni in lontananza e vengono giù le prime gocce umide, calde, asfissianti. Troppo poche per dare refrigerio ma abbastanza per convincerci a metterci in salvo dal temporale prima che sia troppo tardi.

Grottole

Grottole ci accoglie con i suoi 481 metri di altitudine, la sua storia antica di grotte preistoriche e laboratori di argilla e le vie deserte lastricate di basoli ardenti. Tempo mezz’ora e ci diamo per vinti. Il ricordo felice dello spiazzo ombreggiato in quel di Miglionico, col vento che si insinuava in ogni finestra del van e ci scompigliava i capelli, ci fa pentire di esserci avventurati in questi assurdi esercizi di sopravvivenza all’afa e ci fa rimpiangere di non essere rimasti lì. Seduti nell’assolato piazzale di fronte ad un imponente castello irrimediabilmente chiuso, ci scambiamo un’occhiata complice. Basta un brevissimo istante per ritrovarci tutti d’accordo nel tornare al paese che “Milone il milite magno munì di magnifiche mura”.

Miglionico

A Miglionico siamo felici e ci sentiamo a casa. Ne approfittiamo per girovagare nelle stradine del centro storico in attesa del tramonto alla ricerca della signora che ieri sera, seduta sull’uscio della sua casa, ci aveva offerto un barattolo di fichi secchi. I fichi son finiti ed erano squisiti, ma il barattolo vuoto è ancora con noi e, si sa, al sud i boccacci di vetro sono il vuoto a rendere per eccellenza. Senza la restituzione dei boccacci si comprometterebbe il rito ancestrale del “pacco da giù” (il pacco per portare i veri sapori familiari a chi si trova fuori dalla terra di origine, usanza diffusissima al Sud, ndr).
Non sappiamo di preciso dove abbiamo incontrato ieri la signora, ma ci proviamo comunque. Ritornare sui passi della sera precedente sembra più difficile di quanto in realtà lo sia. Questo paese è talmente pieno di piccoli magnifici punti di riferimento che è impossibile perdersi. Restituito il contenitore, ci dirigiamo verso il castello. Le persone ci riconoscono e ci salutano. E’ stupefacente come dopo solo 24 ore questa comunità ci faccia sentire in famiglia. Ritrovo il medico, il macellaio e il fruttivendolo in via Sivilia, l’amico di Michele che ieri ci ha accompagnati per un breve tratto nella visita del castello e l’anziano barbiere seduto in piazza davanti all’uscio del suo salone. Il paese è vivo e allegro e in un attimo è già mezzanotte. E’ proprio vero che il tempo sembra volare quando si sta bene.

(Parcheggio libero gratuito nella riserva di San Giuliano alle coordinate 40°36’00.7″N 16°32’30.8″E
Parcheggio libero presso il bosco Coste alle coordinate 40°37’12.7″N 16°24’33.5″E
Parcheggio gratuito a Grottole in via Nazionale 40°36’14.3″N 16°22’42.2″E)

Miglionico

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