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IGA… uno stile di birra tutto italiano!

da Gianluca Gabanini
79 letture tempo di lettura 3 minuti

Ebbene sì, il genio italiano anche questa volta si è fatto notare nel mondo e ha inventato uno stile di birra decisamente interessante. Facciamo un passo indietro e andiamo con ordine, altrimenti i non addetti ai lavori potrebbero non capire bene l’importanza dell’invenzione.
L’Italia, nonostante negli ultimi anni abbia fatto progressi notevoli a livello internazionale non è mai stata certo considerata come la migliore produttrice di birra a livello mondiale, cosa ben diversa per quanto riguarda il vino…
Se vi dico che l’acronimo IGA vuol dire Italian Grape Ale cominciate ad intuire qualcosa?
Non siate frettolosi… prima di svelare il mistero vi voglio dare un’altra indicazione per cercare di spiegare cosa sono gli “stili di birra”, almeno ci proverò.
Gli ingredienti della birra sono pochi e semplici, acqua, luppolo, malto e lieviti. Dalla miscela di questi, con l’aggiunta di eventuali spezie o aromi, nascono centinaia di tipi di birra… ognuna diversa dall’altra. Quando si parla di “stile di birra” si intende un insieme di caratteristiche che accomuna diversi tipi di birre.
Nel mondo del vino esistono i disciplinari DOC e DOCG che dettano le regole con cui produrre quel particolare tipo di vino e ne disciplinano anche alcuni aspetti della produzione.
Nel mondo della birra invece non esistono ancora regole precise, parliamo di una convenzione che aiuta il consumatore a capire per sommi capi di che tipo di birra stiamo parlando.
Quindi, per fare qualche esempio, se qualcuno mi parla di un Brunello di Montalcino io so già che mi sta parlando di un vino prodotto da uve Sangiovese, coltivate in una determinata zona ben delimitata della Toscana, vinificato in un certo modo e affinato in botti di legno per un determinato periodo minimo, stabilito dal disciplinare.
Analogamente se mi parlano di una birra di tipo Stout so che mi stanno parlando di una birra scura prodotta con malto d’orzo tostato, se mi parlano di una Weiss o Weizen so che mi parlano di una birra bionda prodotta con malto di frumento, e così via per diverse decine di “stili”.
Quindi, se volete avere un’idea di massima su come sarà una birra prima di aprirla e berla vi basterà studiare gli stili… così come studiare i disciplinari del vino vi aiuterà a capire per sommi capi che tipo di vino andrete a degustare.
Ok… arrivo al punto e smetto di fare il professore… altrimenti vi annoio!

A questo punto immagino che avrete capito che il termine “Italian Grape Ale” identifica uno stile di birra inventato in Italia, unico e decisamente adatto al nostro paese; non a caso siamo uno dei massimi produttori di vino al mondo, anche grazie ai 700 e passa vitigni presenti nel nostro territorio.
In cosa consiste questo stile quindi?
L’idea era talmente facile (col senno di poi) che è incredibile che nessuno ci aveva mai pensato: aggiungere tra gli ingredienti della birra anche del mosto di vino prima della fermentazione.
Comprenderete che con l’aggiunta di questo semplice ingrediente ora abbiamo la possibilità di produrre centinaia di birre completamente diverse e uniche… un primato che ci invidieranno negli anni a venire.
Questo stile è nato ufficialmente nel 2006, ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede e sono sempre più i birrifici che fanno esperimenti con questi prodotti, e per gli amanti del buon bere (sempre responsabilmente mi raccomando) questa è un’ottima notizia.

birre Doppiobaffo

Uno di questi birrifici con cui sono venuto in contatto durante un evento è il birrificio Doppiobaffo, della provincia di Pavia, che produce due birre IGA, la Nina Blanc, e la Nina Rosè, prodotte col metodo classico come lo spumante, quello dello Champagne tanto per intenderci.
Sono entrambe birre ad alta fermentazione con malto d’orzo e malto di frumento, hanno circa 6° alcolici; nella Nina Blanc troviamo l’aggiunta di mosto d’uva Malvasia (vitigno aromatico molto intenso), nella Nina Rosè troviamo l’aggiunta di mosto d’uva Barbera (vitigno decisamente più corposo e strutturato).
Che dire… il mio consiglio è: sbizzarritevi e provatele… ci sarà da divertirsi!
Il birrificio Doppiobaffo produce diverse altre birre, tutte ottime (le ho assaggiate quasi tutte), e le potete acquistare on line sul loro sito: www.doppiobaffo.com

Cin Cin… e mi raccomando: bevete responsabilmente.

Foto apertura: pexels-elevate-1269043 

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