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Non chiamateli climatizzatori

da a.cortellessa
39 letture tempo di lettura 4 minuti unità esterna Ebercooler

Come sempre, le sensazioni – dovute a fisiologia, sesso, corporatura, stato fisico ecc. – sono molto soggettive e la temperatura che si è disposti a sopportare varia da persona a persona. C’è da dire però che quando il caldo comincia a farsi sentire, ed ormai ci siamo, il soggiorno a bordo della cellula del camper può essere faticoso se non c’è adeguata ventilazione o il veicolo non è parcheggiato all’ombra, specie durante le pause a pranzo o la notte.
Rinfrescare la parte abitativa del camper è questione non di poco conto, viste le superfici e le cubature in gioco; con il mezzo parcheggiato sotto al sole, la cellula può diventare un inferno molto rapidamente e la notte, il calore accumulato che non si smaltisce, può essere fonte di disagio nelle ore di sonno.

Per rinfrescare la cellula, oltre agli ovvi accorgimenti di parcheggiare all’ombra o andare in montagna, ci sono essenzialmente due modi: i climatizzatori e i raffrescatori evaporativi. Dei climatizzatori parleremo più diffusamente in un articolo dedicato a breve, qui ricordiamo solo che funzionano secondo lo stesso principio di quelli casalinghi con un compressore e, seppur ottimizzati nelle potenze e nell’elettronica alle cubature della cellula, hanno comunque bisogno di tanta energia per funzionare bene, aspetto non sempre facilmente risolvibile a bordo del camper, specie se ci piace la sosta libera.

Viceversa, i raffrescatori evaporativi, chiamati spesso erroneamente per brevità condizionatori anch’essi, sfruttano il principio di raffrescamento tramite l’evaporazione sulla pelle senza ricorrere ad un complesso sistema a compressore come i climatizzatori. In pratica, rinfrescano la percezione della nostra pelle al contatto con l’aria, anziché raffreddare l’ambiente come il clima. Per spiegarsi meglio, semplificando molto un processo che in realtà è più tecnologico, funzionano come i nebulizzatori di fronte ai tavolini esterni dei bar o da giardino che irrorano acqua vaporizzata nell’aria circostante e la diffondono con grandi ventilatori: la sensazione di fresco e il benessere relativo sono immediatamente percepibili sul corpo. Oppure, esempio anche più facile per comprendere il meccanismo, come quando soffiamo sul dorso della mano bagnato: la pelle ci trasmette immediatamente una percezione di fresco, che è poi lo stesso processo concettuale della sudorazione che serve ad abbassare la temperatura del copro quando fa caldo. Questi apparecchi immettono nella cellula aria con umidità a bassa densità (acqua nebulizzata prelevata dal serbatoio delle acque chiare o da un serbatoio apposito) attraverso una ventilazione forzata in modo da garantire una percezione di fresco sulla pelle. La tecnologia dei condizionatori evaporativi è del tutto naturale, non crea correnti troppo fredde (come succede con il climatizzatore e non a tutti piace) e non secca l’aria.

Viesa Holiday IIIs unità interna diffusore

I raffrescatori sono sempre più diffusi per il grande vantaggio del consumo elettrico davvero minimo (vanno a 12 v e consumano pochi ampere) che garantiscono rispetto ai condizionatori classici, molto efficienti contro il caldo ma assetati di energia non sempre disponibile. Questo consumo quasi irrisorio (di fatto quello di un ventilatore) li rende facilmente utilizzabili anche con il camper parcheggiato e non allacciato alla rete elettrica, tanto che possono essere lasciati accesi anche durante soste prolungate (ad esempio, mentre noi siamo al mare) in quanto la batteria dei servizi, meglio se coadiuvata da un buon sistema di ricarica con pannelli solari, può tranquillamente sostenerne il funzionamento per ore.

Disponibili in diversi modelli, fissi da tetto (con unità esterna), a parete, portatili, tra gli altri vantaggi che offrono ci sono da menzionare che non hanno bisogno di gas speciali per il funzionamento e il rumore è praticamente assente insieme ad un consumo di acqua minimo. Inoltre, come altro aspetto tecnico interessante per i camper sempre oberati al limite – e molto spesso oltre – della portata complessiva, c’è da segnalare il peso generalmente molto più contenuto di quello di un condizionatore.
In sintesi, i raffrescatori evaporativi sono molto comodi ed efficaci, specie finché il caldo non è eccessivo: come limite strutturale, dato dal sistema di funzionamento completamente differente, c’è da dire che non possono competere con i climatizzatori in situazioni di afa estrema.

Adamfresh portatile

Di raffrescatori per camper ne esistono per tutte le tasche (tra i 700 e i 1.500 euro come range medio di prezzi) ma spesso se ne vedono ormai di quelli casalinghi portatili proposti alle fiere di camper come alternative molto economiche a quelli specifici. Teoricamente la funzione che svolgono è la stessa ma, a parte la difficoltà di alimentarli elettricamente dato che nascono per essere collegati alla spina a 220v e non a 12v (e quindi di avere anche un sistema con inverter), in genere si tratta di apparecchi poco performanti, spesso “cinesate” di bassissimo costo ma di altrettanta bassa qualità. Nulla toglie peraltro che si possano adattare apparecchi casalinghi validi, sempre però organizzando l’alimentazione elettrica e gli spazi, dato che difficilmente quelli per casa nascono per essere posizionati sul soffitto del camper come quelli specifici ma anzi ingombrano parecchio, spesso oggetti da pavimento. Se quindi decidiamo di optare per un raffrescatore anziché il climatizzatore per la cellula del camper, assicuriamoci di acquistare un prodotto progettato, costruito e testato per questo scopo (come ad esempio Viesa Holiday IIIs, Eberspascher Ebercooler tra i fissi, Adamafresh Easy tra i portatili per citare alcuni tra i più diffusi), altrimenti corriamo il rischio di portarci appresso un inutile soprammobile.

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