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Viaggio in Catalunya – terza parte

da Redazione
160 letture Vall de Colieto - Parco nazionale Nacional d'Aigüestortes i Estany de Sant Maurici

A cura di Roberto Serassio
Questo terzo itinerario ha una lunghezza di circa 420 chilometri e ci porta ad esplorare una buona parte della provincia di Lleida. Purtroppo, come si può vedere dall’elenco pubblicato alla fine del testo, è mal servita in fatto di strutture di sosta. Questo però non ci deve scoraggiare perché ciò che c’è di bello da vedere supera grandemente l’eventuale disagio.

I link alle prime due parti del viaggio
https://www.girareliberi.it/viaggio-in-catalunya-prima-parte/
https://www.girareliberi.it/viaggio-in-catalunya-seconda-parte/

Lleida è la città da cui inizia questo itinerario, fu fondata con il nome Iltirta, nel 205 a.C. il toponimo fu trasformato in Ilerda e nel 716 d.C., con l’occupazione mussulmana, prese il nome di Larida. Ebbe una storia travagliata che passo attraverso gli Iberi, i Cartaginesi, i Romani, i Germani, gli Arabi ed infine fu bombardata da una squadriglia di SM 79 italiani durante la guerra civile spagnola.
L’emblema della città è senza dubbio costituito dalla Seu Vella, l’antica cattedrale che sorge su di un’altura che attraversa letteralmente il centro abitato. Furono necessari settantacinque anni per costruirla, dal 1203 al 1278 e fu edificata mescolando il romanico ed il gotico. Nel 1707, con la conquista di Lleida da parte delle truppe di Filippo V, la cattedrale fu convertita in caserma e le attività liturgiche furono trasferite nella vicina chiesa di San Lorenzo. Nel 1918 fu dichiarata monumento nazionale e nel 1948 l’esercito ne cedette la proprietà, azione che permise di iniziare i lavori di restauro nel 1949.

Sulla collina dove è posta la vecchia cattedrale è anche visitabile il Palau de la Suda, o perlomeno ciò che rimane di esso. La sua esistenza era già stata documentata nell’anno 882, epoca in cui la città era sotto il dominio arabo, ma dopo la riconquista cristiana fu modificato e divenne la residenza leridana dei conti di Barcellona.
Attualmente è rimasto un quinto di ciò che era il castello in origine e sono visitabili il pozzo centrale, la galleria sud, una navata con ogive gotiche che però furono rimosse all’inizio del XX secolo e sostituite con un soffitto ligneo a cassettoni. La navata sud del salone principale è stata recentemente restaurata ed oggi ospita il centro studi dell’associazione chiamata “Turó de la Seu Vella”, dove Turò sta per collina in catalano.

La cattedrale dell’Assunzione di Maria Vergine è quella che ha sostituito la Seu Vella. La prima pietra fu posta nel 1761e fu consacrata nel 1781, esattamente vent’anni dopo. Disegnata da Pedro Martín Cermeño, è considerata il primo edificio neoclassico della Catalunya, con qualche influsso barocco. A dirigere i lavori di costruzione fu l’italiano Francesco Sabatini che viveva presso la corte spagnola. L’interno è composto da tre navate con volte a mezza botte sostenute da pilastri di ordine corinzio.
L’Antic Hospital de Santa Maria, situato proprio di fronte alla cattedrale nuova, è un tipico esempio di architettura civile gotica catalana del XV e XVI secolo. Utilizzato per molto tempo come ospedale, è oggi un museo storico e la sede dell’Institut d’Estudis Ilerdencs. Al suo interno sono ospitati manufatti che vanno dal periodo ibero ai tempi moderni, passando per il romano, l’arabo ed il medievale.

Manresa

Ci spostiamo di un centinaio di chilometri verso ovest per andare a visitare Manresa che si raggiunge con la strada C – 25. La città è posta sulla riva sinistra del fiume Cardener, a poca distanza dalla sua confluenza con il Llobregat e secondo alcuni indizi la zona fu abitata sin dal neolitico. Fu più volte occupata e poi abbandonata dagli arabi fino a che non la distrussero definitivamente poco dopo l’anno mille, quando Manresa era sotto il dominio del conte Goffredo il Villoso. Tuttavia, la contessa di Barcellona Ermesenda e l’abate Oliba ne iniziarono la ricostruzione vent’anni dopo.
Dell’epoca medievale la città ha conservato alcune vestigia interessanti come la Collegiata di Santa Maria, comunemente detta La Seu, la cui prima menzione risale all’890, il ponte vecchio di origine romana, ma ricostruito nel XII secolo e poi nuovamente tra gli anni 1960e 1962.

Altre vestigia riguardanti il medioevo sono il Pont Nou, ovvero il ponte nuovo, che risale invece al XIV secolo ed attraversa il Cardener all’altezza del cimitero cittadino, il Carrer del Balc, un magnifico esempio di urbanistica medievale, la cortina difensiva e la Cueva de San Ignacio, costruita nel XVII secolo per ricordare il luogo in cui Sant’Ignazio di Loyola visse per dieci mesi nel 1522
Anche la Manresa barocca è interessante da vedere e i suoi monumenti più prestigiosi sono il palazzo di giustizia, il municipio, Ca l’Oller, la cappella del ratto e la cappella di San Ignazio infermo.
Esiste poi una parte modernista che trova la sua espressione nella Cal Jorba, nel Casino cittadino, nella Casa Lluvià, nella Casa Torrents, nel Convento di Santa Clara e nel Museo della Tecnica.

monastero di Sant Benet

A otto chilometri da Manresa, nel territorio del comune di Sant Fruitòs de Bages, si trova il monastero di Sant Benet, un’antica abbazia benedettina risalente al X secolo. E’ uno dei complessi monastici più interessanti della regione, con elementi architettonici che vanno dal romanico al modernismo, passando attraverso il barocco. La disposizione dei vari edifici è quella tipica del medioevo, dove l’anima è costituita dal chiostro, a nord la chiesa, a est la sala del capitolo, non più esistente, a sud il refettorio ed a ovest il dormitorio. Nel corso degli anni è stato oggetto di visite da parte di illustri personaggi e tutti hanno ricavato favorevoli impressioni, per cui siamo veramente convinti che il complesso valga una deviazione di otto chilometri.

Vic – cattedrale di Sant Pere

Ci spostiamo ora di una cinquantina di chilometri con la strada C – 25 verso nord est per andare a visitare Vic, l’antica Ausa, capitale della tribù degli Ausetani, popolo iberico della Spagna pre romana. Città d’arte, nel medioevo fu un importante centro culturale e religioso, anche se ebbe una vita travagliata in quanto posta sul confine e quindi al centro di diversi scontri tra Arabi e Franchi.
Il salotto buono di Vic è costituito dalla Plaça Major, porticata sui quattro lati e un grande piazzale sterrato al centro, dove si tengono concerti, mercati e fiere. Sui suoi lati si affacciano alcuni edifici importanti, come il municipio gotico del 1388, la modernista Casa Comella, costruita nel XIX secolo, l’altrettanto modernista Casa Costa, edificata nel XX secolo, la barocca Casa Tolosa del XVIII secolo, la barocca e rinascimentale Casa Moixò del XVI, la barocca e gotica Casa Beulò, anch’essa del XVI e la modernista Casa Cortina del XIX.
A pochi passi dalla Plaça Major incontriamo la cattedrale edificata durante l’episcopato del vescovo Oliba, vale a dire tra il 1018 ed il 1046. Di quest’epoca però non sono rimasti che il campanile e la cripta poiché l’edificio è stato più volte rimaneggiato ed infatti gran parte della chiesa è stata realizzata, ad eccezione del chiostro gotico che risale al XIV secolo, tra il 1781 ed il 1803 e completamente rifatta nel 1945, dopo la distruzione avvenuta nel 1936, in piena guerra civile, per opera dei repubblicani.
Altri monumenti interessanti che Vic ci offre sono il tempio romano del II secolo, il Museu Episcopal uno dei più importanti per l’arte medievale romanica e gotica, il Monastir de Sant Domènec realizzato nel XVIII secolo in stile plateresco e la Chiesa de la Pietat del XVIII secolo.

La Seu D’Urgell

Meta della tappa successiva è La Seu d’Urgell che raggiungiamo dopo centoventi chilometri tramite la N – 260. E’ una cittadina di 13.000 abitanti posta alla confluenza dei fiumi Segre e Valira ed è una nota località di villeggiatura, ricca di storia e di monumenti d’arte.
La leggenda vuole che sia stata fondata da Ercole l’Egiziano, uno dei quattro Ercoli che misero piedi in Spagna, durante una sua villeggiatura sui Pirenei nel 1699 a.C. Non sappiamo se sia solamente una leggenda o se in effetti abbia dei riscontri nella realtà in quanto si trovano degli indizi in tal senso in alcune fonti municipali, sappiamo tuttavia che la zona era già abitata durante l’Età del Bronzo e fu colonizzata dai romani.
La Seu è sede vescovile ed infatti il termine Seu che già abbiamo riscontrato parlando di cattedrali sta appunto a significare “sede”, per cui il primo monumento che visiteremo è la cattedrale di Santa Maria, costruita nel 1116 in stile romanico lombardo. Il grande chiostro risale invece al secolo XI, ma con rifacimenti del XIV. Accanto sorge la coeva cappella di San Michele e San Pietro in cui è posto il Museo Diocesano che ospita manoscritti e miniature antiche, tra cui il celebre Commentario dell’Apocalisse del secolo XI.

Il quartiere de La Seu d’Urgell che più ne delinea la storia è certamente il Barri Gotic che, grazie ai suoi forti di sbarramento, la cittadella a sud, la torre Solsona a nord ed il Castell di origine romana ad est, ha l’aspetto di una fortezza medievale e d’altronde non poteva essere che così, viste anche le strade strette e tortuose, le case antiche su bassi portici e balconi con sporti in ferro battuto, alcune addirittura ornate di affreschi.
Il chiostro del Valira, che non è una costruzione a carattere religioso, è una singolare struttura del XX secolo i cui capitelli rappresentano personaggi celebri contemporanei, come Marilyn Monroe, Picasso, Francisco Franco, Adolf Hitler, Benito Mussolini, Stalin ed altri.
La Casa de la Ciutat è la sede del municipio ed è formata da diversi edifici costruiti in epoche che vanno dal secolo XI al XVIII.
Il Carrer dels Canonges, ovvero la via dei canonici è una strada porticata su entrambi i lati ed è abitata, a partire dal XII secolo, dai canonici della cattedrale le cui case sono un classico esempio di edifici signorili.
Prima di lasciare La Seu per la meta successiva, rimangono ancora alcuni edifici religiosi da visitare, come la chiesa di San Domenico del XV secolo la cui torre campanaria fu demolita nel 1936, l’ex convento di Sant’Agostino del XVII secolo e l’omonima chiesa del XVI che ospitano oggi la biblioteca comunale ed infine la chiesa di San Michele e quella dell’Immacolata, ambedue del XVII secolo.

Ci addentriamo ora nel cuore dei Pirenei per andare a visitare il Parc Nacional d’Aigüestortes i Estany de Sant Maurici, l’unico esistente in Catalunya. Per raggiungerlo dobbiamo passare attraverso La Vall de Boì che ospita la più alta concentrazione di architettura romanica in Europa, tanto è vero che nel 2000 otto chiese ed un eremo entrarono a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Tutte le chiese furono costruite tra il secolo XI e XII, utilizzando come stile il romanico longobardo proveniente dall’Italia settentrionale.
Gli edifici furono tutti eretti dalla potente famiglia degli Erill con lo scopo di manifestare il proprio stato sociale ed infatti, pur essendo situate in località diverse, presentano dei tratti in comune che si esplicitano in semplicità della struttura, funzionalità, delicata e sapiente lavorazione della pietra, snelli campanili e ricca decorazione delle pareti interne.
Nell’intento degli Erill, le chiese non dovevano fungere esclusivamente da luoghi di culto, ma dovevano altresì servire da rifugio alla popolazione in caso di incursioni nemiche ed infatti sono delle vere e proprie fortezze protette da doppie mura. Le chiese si trovano sulla direttrice che da La Seu d’Urgell porta al parco e più precisamente a Barruera, Boì e Taüll.

Vall de Boi

La Vall de Boì è magnifica non solamente per le sue bellezze artistiche, ma anche per il suo contesto naturale e per il carattere rurale dei borghi fatti di casette di ardesia, legno e pietra, peculiarità che contribuiscono, senza soluzione di continuità, a creare un’atmosfera di grande fascino.

Il Parc Nacional d’Aigüestortes i Estany de Sant Maurici non deve essere considerato come luogo adatto esclusivamente agli addetti ai lavori, tutt’altro, infatti la sua morfologia, la flora e la fauna lo rendono uno spettacolo della natura idoneo a tutti, in particolari ai bambini che qui possono ammirare circa centotrenta specie di uccelli tra cui il gallo cedrone, l’aquila reale, il gipeto, l’avvoltoio grifone, la pernice bianca, la civetta capogrosso, il picchio nero, il picchio muraiolo e diversi passeriformi. I mammiferi invece sono ben rappresentati dal camoscio dei Pirenei, dal cinghiale, dal capriolo, dall’ermellino, dalla martora, dal ghiro, dallo scoiattolo e, sulle rive dei corsi d’acqua, dal desman iberico, un piccolo mammifero semiacquatico che vive esclusivamente sulle montagne pirenaiche.

Elenco aree di sosta

Località Indirizzo struttura Coordinate Lat – Long
Lleida Parcheggio zona fiera, Avinguda President Josep Tarradellas, 87, Lleida 41.615600 – 0.638000
Manresa Bodega Oller del Mas, Carretera de Manresa al Xup, 91, Manresa 41.70478 – 1.80421
Vic Area Municipal de Vic, Parc del Mas Osona, Vic 41.93444 – 2.24
La Seu d’Urgell Punto Sosta, Avinguda del Camí Ral de Cerdanya, La Seu d’Urgell 42.35918 – 1.46438
Aigüestortes Non sono segnalate strutture di sosta
La Vall de Boi Non sono segnalate strutture di sosta

 

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