Home Mete Estero Viaggio in Catalunya – seconda parte

Viaggio in Catalunya – seconda parte

da Redazione
28 letture Barcellona (foto Alexey Komissarov/pexels)

A questo link la prima parte dell’itinerario https://www.girareliberi.it/viaggio-in-catalunya-prima-parte/

A cura di Roberto Serassio

Questo è il secondo itinerario relativo alla Catalunya ed è la continuazione ideale di quello intitolato “Da Cadaquès al Monasterio de San Cugat” in quanto inizia a Barcellona che si trova ad appena 17 chilometri. La lunghezza totale di questo percorso è di 480 chilometri.

Iniziare l’itinerario da Barcellona significa entrare immediatamente “where the action is” in quanto è forse la città più cosmopolita e più animata della Spagna. Va da sè quindi che parlarne in una guida turistica è un compito estremamente difficile, ma che noi intendiamo assolvere nel miglior modo possibile. La maniera più giusta, a nostro giudizio, per raccontare la capitale della Catalunya è di iniziare dalla sua storia, conoscendo la quale rimane più facile comprendere la sua essenza.
Secondo leggenda, a fondarla sarebbe stato Amilcare Barca, il padre di Annibale, ma in realtà si tratta di pura speculazione perché l’esistenza di una Barcellona punica non è mai stata provata come non è mai stata provata la presunzione che vi fosse un insediamento greco nelle vicinanze. Molto più probabilmente furono delle genti di origine ibera a fondare la originale Barcino nel 300 a.C. E’ certo invece che furono i romani a trasformarla in un “castrum” ed infatti sono ancora visibili alcuni resti delle mura e, sulle mappe del centro storico, la disposizione a scacchiera delle strade.
Venne poi conquistata dai Visigoti nel V secolo, dai mori nell’VIII e dai Franchi guidati da Ludovico il Pio nell’anno 801. Nel 985 fu invece saccheggiata dagli “omayyadi di Almanzor”. E’ quindi ovvio che questa mescolanza di mentalità abbia inculcato in Barcellona un carattere di internazionalità, ulteriormente affinato grazie al porto che favorì il commercio dei barcellonesi in tutto il Mediterraneo.
Questa ossatura internazionale e aperta degli abitanti favorì nel XIX secolo un’efficace industrializzazione che proseguì per tutto il XX e ancora prosegue, con il risultato di aver creato un’economia fiorente e che ha trasformato la città in un centro culturale, politico e commerciale, oltreché industriale.
Durante la guerra civile spagnola la Catalunya si schierò a favore della Repubblica, d’altronde non poteva essere diversamente, visto il substrato operaio che l’industria aveva creato, ed infatti fu bombardata in diverse occasioni sia dalla Aviazione Legionaria Italiana che dalla Legione Condor di stampo nazista, al servizio di Francisco Franco.


A questo punto pensiamo di avervi tediato a sufficienza con le notizie storiche, per cui cominciamo a guidarvi a visitare la città, cominciando con il dire che i chilometri da percorrere per esplorare Barcellona sono tanti, per cui è bene avere un paio di scarpe comode ai piedi. Comunque non si deve vedere tutto in un giorno è la città è servita da un’efficiente rete di mezzi pubblici, sia di superficie che “underground”.
Visto che il parcheggio camper si trova sul Montjuic, proponiamo di iniziare la visita proprio da questo promontorio di 173 metri di altezza ed il cui nome deriva dal catalano Mont dels Jueus, Monte degli Ebrei, dovuto probabilmente alla presenza di un cimitero ebraico sulla montagna.
La parte più curiosa è costituita dal Poble Espanyol, costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1929. Il complesso occupa una superficie di 42.000 metri quadrati ed al suo interno sono riprodotte su diversa scala le particolarità più rappresentative di alcune città spagnole. E’ un falso, ma essendo un falso d’autore è uno dei luoghi più visitati e fotografati di Barcellona. Essendo molto frequentato dai turisti, vi si trovano molti negozi di souvenir, bar e ristoranti. E’ il classico scotto da pagare in tutte le località di pregio, ma è uno scotto che si paga volentieri perché contribuisce ad accrescerne l’eterogeneità e la gaiezza.
Il castello del Montjuic è una fortificazione realizzata nel 1640 durante la rivolta contro Filippo IV e trasformato in castello nel 1694. Passato diverse vicende, alcune anche tragiche, divenne prigione dalla fine del XIX secolo. In questa sua veste fu tristemente famoso perché vi furono rinchiusi esponenti della lotta operaia e vittime della repressione politica. Inoltre, all’inizio della guerra civile, vi fu fucilato il generale nazionalista Manuel Goded Llopis e nel 1940 il presidente della Generalitat de Catalunya Lluis Companys. Nel 1960 il castello fu ceduto alla città di Barcellona da parte di Francisco Franco che, tre anni dopo, vi inaugurò il Museo Militare.
Il Palau San Jordi è un’arena polivalente costruita in occasione delle Olimpiadi che si tennero nella città catalana nel 1992 e può contenere fino a 20.000 spettatori. Lo stadio olimpico Lluis Companys venne costruito nel 1927 in uno stile molto caratteristico che richiama molto il rinascimentale francese: archi a tutto sesto, colonne con volute, logge, porticati, ordini di finestre e addirittura statue di cavalli rampanti all’inizio degli spalti sono le caratteristiche di spicco. Originalmente poteva contenere 20.000 spettatori a sedere, ma in occasione delle Olimpiadi del 1992 venne modificato, portandone la capacità a 56,000 posti a sedere, senza tuttavia modificarne lo stile.
Il Museu Nacional d’Art de Catalunya, ospitato nel Palau Nacional, anch’esso costruito per l’Esposizione Universale del 1929, vanta una collezione di arte romanica tra le più significative al mondo, possedendo infatti circa 250.000 opere, oltre a quelle che vi vengono ospitate durante le mostre temporanee. Al di là del suo compito istituzionale, il museo ha anche funzioni di studio, conservazione e restauro delle opere d’arte.

La Torre de Comunicaciones è un’opera del famoso architetto Santiago Calatrava, anch’essa costruita per le Olimpiadi. E’ una costruzione in acciaia alta 136 metri, ha una forma che ricorda una persona che regge la fiamma olimpica e dal 2006 al 2010 è stata anche l’immagine del trofeo che veniva consegnato ai vincitori del Gran Premio di Spagna di Formula 1.
Il giardino botanico del Montjuic ospita più di 600.000 piante ed ogni anno raccoglie migliaia di visitatori appassionati.
La Font Magica si trova nella Plaça d’Espanya e venne progettata da Josep Maria Jujol per l’Esposizione Universale. La fontana è di forma ellittica e presenta circa trenta giochi di acqua, ognuno dei quali con una sua particolare colorazione basata su una combinazione dei cinque colori utilizzati: giallo, azzurro, verde, rosso e bianco. Negli anni ottanta del secolo scorso vi venne incorporata della musica ad accompagnare i giochi d’acqua.
Il Padiglione Tedesco fu disegnato dall’architetto Ludwig Mies van der Rohe per rappresentare la nuova Germania, democratica culturalmente all’avanguardia, prospera e pacifista all’Esposizione Universal. Van der Rohe introdusse nell’opera alcune importanti innovazioni sfruttando principi poco apprezzati dagli architetti di allora. Il risultato è un edificio di aspetto piacevole che si integra perfettamente in una città a carattere mediterraneo.
L’ultima struttura che visiteremo sul Montjuic è il circuito motociclistico cittadino, utilizzato per la prima volta nel 1932 per una gara di moto. Venne anche utilizzato a più riprese per gare automobilistiche finché nel 1975 una vettura piombò tra la folla, causando quattro morti e sei feriti. Dopo l’incidente, il circuito fu definitivamente abbandonato dalla massima serie e oggi viene utilizzato da altre categorie.

Port Vell

Lasciando il Montjuic con la cabinovia o la funicolare ci dirigiamo verso il porto la cui storia inizia duemila anni fa ed è uno dei principali porti europei del Mediterraneo. L’area portuale è costituita dal Port Vell e dal porto industriale, al centro tra i due si trova il centro commerciale Maremagnum, un cinema e l’Aquarium. Accanto al centro commerciale si trovano le “golondrinas”, imbarcazioni che portano i turisti a visitare il complesso portuale. Il Port Vell consta di due porti turistici, una stazione marittima riservata ai traghetti per le Baleari ed altre destinazioni nel Mediterraneo e aree di approdo delle navi da crociera.

Le Ramblas

Alla fine delle ramblas, i viali dove si concentra il tradizionale “paseo” dei barcellonesi e che nessun visitatore deve assolutamente perdersi, si trova il monumento dedicato a Cristoforo Colombo. Tra i più famosi della città e della Spagna intera, ha un’altezza di 60 metri e fu costruito su iniziativa di Antoni Fage I Ferrer ed inaugurato nel 1888 per ricordare che fu proprio in Barcellona che il navigatore genovese, di ritorno dal Nuovo Mondo, incontrò i reali di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona.
Di fianco al Port Vell si trova il quartiere della Barceloneta, edificato nel XVIII secolo per alloggiare gli abitanti della Ribera demolita su ordine di Filippo V per costruire la Ciutatela. E’ anche il quartiere dove i barcellonesi si recano per gustare piatti a base di pesce e le tradizionali tapas. E’ raggiungibile sia con la metropolitana, con le “golondrinas” e con il “transbordador aéreo” che lo collega al Montjuic.
Palau Güell è una delle opere dell’architetto Antoni Gaudì nominata Patrimonio dell’Umanità. E’ stato costruito tra il 1885 ed il 1889 per l’industriale Eusebi G Güell. Tra le difficoltà che l’architetto dovette affrontare, vi fu quella della mancanza di spazio in quanto sorge in pieno centro cittadino e vicino alle ramblas. Gaudì risolvette il problema costruendo alcune stanze su più livelli, come il salone principale.

La Boqueria è senz’altro il mercato più famoso della Spagna e anche uno dei più grandi e dci più antichi, essendo nato agli inizi del XVII secolo alle porte della città per non pagare le tasse sulle merci. Oggi si trova a metà della rambla, tra il palazzo della Virreina e il teatro Liceu. Rimase un mercato scoperto fino al 1840, quando gli fu aggiunta la copertura. Quella attuale in ferro fu però costruita nel 1914 e ristrutturata nel 2000. Il mercato è certamente una delle attrazioni principali di Barcellona e non si può partire senza averlo visitato.
Il Palau de la Virreina è uno dei migliori esempi dell’architettura barocca della Catalunya. L’edificio venne commissionato dal viceré del Perù Manuel de Amat y Junient che però morì nel 1776, prima di veder conclusa l’opera. Oggi ospita della sede del dipartimento della cultura della capitale catalana.
Il Gran Teatre del Liceu è il più antico teatro attivo di Barcellona. Come abbiamo visto si trova sulla rambla dels Caputxins, nei pressi della Boqueria
Il Barri Gotic rappresenta il cuore di Barcellona e sin dall’antichità ha costituito il centro politico e religioso cittadino ed infatti, a testimonianza della sua funzione nei secoli, si può ancora ammirare una muraglia romana praticamente intatta. Oggi si presenta come un labirintico insieme di viuzze e di piazzette ricche di negozi e di locali pubblici che, assieme ai monumenti in esso contenuti, ne fanno il centro turistico per antonomasia della città catalana.

La cattedrale, dedicata alla Santa Croce ed a Santa Eulalia, patrona della città, è uno dei suoi monumenti più insigni. Fu costruita in stile gotico tra i secoli XIII e XV come ristrutturazione e ampliamento della chiesa romanica consacrata nel 1058.
Il complesso è formato dalla chiesa vera e propria, dal chiostro, dalle sale capitolari e dalla cappella di Santa Lucia che ampliano la facciata verso destra e attribuiscono all’insieme della cattedrale una lunghezza di 90 metri ed una larghezza di 40, mentre il chiostro misura 25 metri per lato.
L’interno è formato da tre navate di uguale altezza, di cui la centrale ha una lunghezza doppia di quelle laterali e su cui si affacciano dieci cappelle illuminate da vetrate gotiche.
Santa Maria del Mar è un’altra chiesa gotica i cui lavori iniziarono nel 1329 nel quartiere della Ribera. E’ tradizionalmente conosciuta come la chiesa dei marinai in quanto ubicata nella zona mercantile e portuale della città. L’esterno dell’edificio è di aspetto massiccio e compatto e non lascia indovinare la conformazione dell’interno assai austero e composto da tre navate con deambulatorio. Lo spazio non è suddiviso solamente in larghezza, ma anche in altezza in modo da dare l’impressione di trovarsi in un ambiente unico ad una sola navata e molto luminoso. Lo scrittore Ildefonso Falcones ha scritto un romanzo intitolato “La Cattedrale del mare” ambientato appunto nel periodo e nei luoghi di costruzione della chiesa.

Santa Maria del Pi

Santa Maria del Pi è una chiesa costruita tra il 1319 – 1320 e il 1391 in stile gotico puro. Secondo alcuni storici, sul luogo esisteva già dal 413 una piccola chiesa paleocristiana, tuttavia la prima menzione di una chiesa dedicata alla Madonna del Pi, ovvero alla Madonna del Pino, si ha nel 987. L’interno è a navata singola, con cappelle laterali tra i contrafforti. Un incendio, sviluppatori nel 1936 ha completamente distrutto l’altare maggiore, le immagini religiose, l’arredamento neogotico e l’organo del 1808. L’altare che vediamo oggi è in alabastro ed è stato inaugurato nel 1967, mentre l’arredamento del 1868 è stato reinstallato nel 1986. Neanche le vetrate originali si sono conservate, le più antiche visibili oggi risalgono al 1718.

Chi dice Catalunya dice Picasso ed infatti la vita di questo artista è strettamente legata a questa regione, motivo per cui Barcellona non poteva esimersi di dedicargli un museo. Ospitato in cinque palazzi medievali contigui tra di loro e situati nel quartiere di La Ribera, raccoglie una delle più vaste collezioni di opere dell’artista, infatti sono ben 4.249 quelle esposte e la maggior parte di esse risalgono alla sua gioventù, quando viveva appunto nella città catalana. Tra le più rappresentative, citiamo due suoi capolavori: “La Prima Comunione” del 1896 e “Scienza e Carità” dell’anno successivo.
Plaça Reial è maggiormente nota per la vita notturna per la quantità di locali presenti. Tuttavia, è un sito molto piacevole, sia per la fontana centrale, sia per le palme che l’adornano e sia per i lampioni disegnati da Gaudì.
La Plaça de Sant Jaume è il centro amministrativo di Barcellona. E’ posta all’incrocio tre i cardo ed il decumano dell’antica colonia romana e dove si trovavano il foro ed il tempio di Augusto di cui si possono ancora vedere alcuni resti. La piazza ospita altresì il municipio la cui facciata neoclassica risale al 1847, anche se l’edificio è stato originato nel 1369, con l’inizio della costruzione della “Sala dei Cento”.
Anche il Palau de la Generalitat de Catalunya si affaccia sulla piazza ed è situato proprio di fronte al municipio. E’ un edificio medievale in cui ha sede la Presidenza della Catalunya.

Il Museu d’Història de Barcelona si trova nella Plaça del Rei e più precisamente nella Casa Padellàs, un palazzo dei secoli XV e XVI che venne smontato e rimontato pietra per pietra per trasferirlo nella sede attuale. Il suo scopo è di conservare, documentare, divulgare ed esporre il patrimonio storico della città dalle sue origini ad oggi. In questa sua funzione, oltre a quella centrale, il museo consta di altre quattordici sedi distaccate, ciascuna con un argomento ben preciso. La lista delle sedi e gli argomenti trattati sono reperibili presso quella centrale.
Prima di lasciare il Barri Gotic, vi vogliamo ancora parlare de Els Quatre Gats, un ostello inaugurato nel 1897 e che durante i sei anni della sua vita fu utilizzato anche come birreria, ristorante, luogo di spettacoli di cabaret ed esposizioni d’arte, divenendo uno dei principali ritrovi degli esponenti del Modernismo di Barcellona, in pratica ciò che fu Le Chat Noir per Parigi. Le prime due personali di Picasso ebbero luogo proprio in questo locale nel febbraio e nel luglio del 1900. Oggi il locale è adibito a ristorante ed è possibile ammirare sia le decorazioni che le foto e i disegni dell’epoca …

 

Plaza de Catalogna

Plaça de Catalunya è la piazza principale della città, da cui hanno origine le maggiori arterie cittadine come la Rambla, il Passeig de Gràcia, la Rambla de Catalunya, la Ronda de Sant Pere, la Ronda de l’Universitat, il Carrer del Pelai e l’Avinguda del Portal del A’ngel. E’ anche il luogo dove si concentrano la finanza, il commercio ed il turismo ed è anche un importante snodo dei trasporti pubblici, in altre parole, il cuore pulsante di Barcellona. La piazza fu costruita nel 1927 dall’architetto Francisco Nebot che la ornò con diverse fontane, numerosi monumenti e statue.

Visto che inizia dalla piazza precedentemente visitato e visto che molti edifici di pregio sono situati su questa bella strada, ne approfittiamo per percorrere il Passeig de Gracia in tutta la sua lunghezza. E’ considerata una delle strade più care della Spagna, sia per quanto riguarda il costo degli appartamenti che per i prezzi praticati dai negozi che si affacciano su di essa. I più importanti marchi di abbigliamento e di oreficeria sono presenti qui, per cui non ci resta che dire attenti al portafoglio!

Casa Batlò

Sul Passeig de Gracia sono anche presenti le più prestigiose e famose realizzazioni degli architetti modernisti che hanno saputo tenere alto il nome della Catalunya … Qui si affacciano infatti Casa Amatller di Josep Puig I Cadafalch, Casa Batllò di Antoni Gaudì (Patrimonio dell’Umanità), Casa Lleò Morena di Lluis Domenech I Montaner, Casa Milà, anche chiamata La Pedrera di Antoni Gaudì (Patrimonio dell’Umanità), Casa Fuster di Lluis Domenech I Montaner, Casa Antoni Rocamora di Josep Bassegoda I Amigò, Casa Bonaventura Ferrer di Pere Falqué I Urpi, Casa Pons I Pascual di Enric Sagnier e Casa Ramon Casas di Antoni Tovira I Rabassa. Non vanno poi trascurati il Palau Robert, il Teatre Tìvolì, i Jardins de Salvador Espriu, il Museu del Perfum, l’Hotel Majestic e le panchine lampione. Già solamente percorrere questa strada, ammirando tutto ciò che c’è da vedere, s’impegna la giornata.
Il Palau de la Musica Catalana, che si trova nell’omonima via, è la sede dell’Orfeò Català, società corale catalana e venne progettato dall’architetto Lluis Domenech I Montaner. E un edificio modernista che fu completato nel 1908 e che ottenne il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997. Il palazzo, concepito come spazio aperto, annovera tra i materiali utilizzati per la costruzione il vetro smaltato ed il cristallo, tutte materie che non bloccano lo sguardo raggiungendo lo scopo che si era prefisso il Montaner.
Altro edificio ad essere stato progettato da Lluis Domenech I Montaner e dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1997 è l’Hospital de la Santa Creu che si trova nel distretto di Guinardò. Oltre ad essere uno dei più importanti ospedali della città, è anche l’edificio modernista più grande mai progettato dall’architetto catalano. Pur trattandosi un complesso che non si può propriamente definire turistico, vale comunque la pena di visitarlo, almeno dall’esterno.
Casa Vicens, Patrimonio dell’Umanità, fu il primo progetto importante di Antoni Gaudì che lo realizzò tra il 1878 ed il 1880. La casa, costruita tra il 1883 ed il 1885, si trova nel quartiere di Gracia, ha uno stile orientalista che si potrebbe definire neomudejar, sebbene interpretato in modo molto personale dall’architetto. Dal novembre del 2017 la casa è stata trasformata in museo e vi assicuriamo che vale la pena di visitarlo in ogni sua parte.

La Sagrada Familia

Il monumento architettonico a carattere sacro più famoso di Barcellona è senz’altro quello della Sagrada Famìlia di Antoni Gaudì. Subentrato nel 1883 ai lavori di costruzione iniziati un anno prima, modificò il progetto da neogotico a liberty, movimento che, come si è visto, ha segnato molto l’architettura barcellonese. Gaudì dedicò all’opera gli ultimi quindici anni della sua vita, lasciandola tuttavia incompiuta, com’è incompiuta anche ai giorni nostri. Il comitato promotore stima comunque che sarà terminata nel 2026, a 144 anni dalla posa della prima pietra ed a cent’anni dalla morte dell’architetto. Ad ogni modo, anche se incompiuta, la chiesa va assolutamente visitata, perlomeno nelle parti aperte al pubblico. Si ricorda che la facciata della Natività e la cripta della Sagrada Familia sono Patrimonio dell’Umanità.

Parc Guell

Il Parc Güel, progettato dall’onnipresente Antoni Gaudì, è un giardino pubblico di circa diciassette ettari di estensione che si trova sul versante meridionale del Monte Carmelo, così chiamato dal Santuario de Nuestra Señora del Monte Carmelo.
Come abbiamo visto, l’estensione è notevole e con così tanto spazio a disposizione Gaudì ha potuto dare il meglio di sé stesso realizzando un qualcosa di assolutamente fantastico che ricorda molto le città dei film di fantascienza di oggi. Visitarlo è un must.

Vista dal Tibidabo

Il Tibidabo è una collina che domina la città e sulla quale vi è un luna park permanente. Il suo nome è dovuto alla vista strepitosa che si gode dalla cima che ricorda quella descritta nel passo del Vangelo in cui Satana porta Gesù sulla cima di un monte, incitandolo a guardare davanti a sé e dicendogli “ti darò tutto ciò che vedi se mi adorerai “Tibi dabo” che in latino significa, appunto, “ti darò”.. La salita al Tibidabo è la giusta ricompensa per i bambini che hanno sopportato stoicamente le visite culturali dei genitori.

Con questa collina termina la visita della città di Barcellona. Abbiamo dimenticato qualcosa? Probabilmente si, visto l’impegno che la capitale catalana richiede. Ad ogni modo abbiamo trattato tutti i punti più importanti e, se qualcosa ci è sfuggito, chiediamo venia.

Esaurita l’impegnativa visita di Barcellona, ritorniamo in provincia di Girona per andare a rilassarci nel borgo marinaro di Tossa de Mar, perla della Costa Brava. Si tratta di un insediamento già conosciuto al tempo dei romani con il nome di Turissa ed infatti nei pressi dell’ufficio turistico sono state riportate alla luce le rovine della villa dels Ametllers che possiede dei pregevoli mosaici su cui si spuo scorgere anche il nome del proprietario “Salvo Vitale Delix” e il nome della località.

Tossa De Mar

La medievale Vila Vella è quasi completamente circondata da mura, con sette torri e cammino di ronda del XII secolo da cui si ha una vista magnifica sulle calette ai piedi del promontorio su cui sorge Tossa e sul suo splendido mare. Il paese è anche un centro climatico e balneare frequentato dal mondo dell’arte tanto è vero che negli anni trenta del secolo scorso fu fondato il Museu Municipal come museo archeologico, ma in seguito si arricchì delle opere degli artisti che soggiornarono in Tossa, formando una sorta di colonia artistica capeggiata da Marc Chagall.
Come abbiamo precedentemente accennato, il paese può vantare un mare bellissimo su cui si affacciano spiagge e calette da sogno: Cala Futadera, Cala Bona, la spiaggia di Llorel, la spiaggia Grande e quella di Mar Menuda, solamente per citarne alcune tra le più belle.
I ristoranti più tipici si trovano sulla salita che porta alla città medievale e tra le loro specialità c’è il pesce cucinato in diversi modi, ma sempre squisito.
Come tutte le località turistiche, Tossa non difetta certamente di negozi di souvenir e di locali pubblici che però non guastano l’insieme, ma anzi rendono piacevoli le passeggiate e creano l’atmosfera giusta per il rito dell’aperitivo.

Sant Pere de Casserres è un monastero benedettino consacrato nel 1053 e voluto da Enguncia de Osona-Cardona. Si trova nel territorio di Masìas de Roda su di un promontorio completamente circondato da un meandro del fiume Ter. Il complesso, quasi totalmente caduto in rovina, fu restaurato ed aperto al pubblico negli ultimi anni del XX secolo, e oggi sono visitabili la chiesa a pianta quadrata e a tre navate con volte a botte, il chiostro, la biblioteca posta su due piani, la sala capitolare e il dormitorio.

Tavertet

Tavertet, che raggiungiamo con le strade C – 153 e BV – 5207, è un piccolissimo comune della valle del Ter con una popolazione che non raggiunge i 120 abitanti, anche se nei mesi estivi tende ad aumentare perché è un luogo di villeggiatura. Si tratta di un tipico borgo rurale della Catalunya centrale, con case in pietra costruite tra il XVII ed il XIX secolo ed è stato dichiarato “Bene di Interesse Culturale” dal governo della Catalunya. E’ posto su di un promontorio molto vicino ad un largo precipizio, con vista sul bacino Sau Susqueda.
Se la visita del borgo si esaurisce abbastanza in fretta, non altrettanto si può dire del paesaggio naturale che lo circonda ed al proposito si consiglia di dedicare alcune ore ai suoi dintorni che ricordano molto il canyon del Verdon in Francia. Nello specifico si propone una passeggiata al Salto del Molino Bernat ed alla balma de las cortes, non ve ne pentirete.

Rupit

Nemmeno 12 chilometri separano Tavertet da Rupit, la meta della nostra prossima visita e lo si raggiunge con la strada BV – 5208. La chiesa di Sant Joan de Fàbregues ed il castello erano già documentati nel 968, ma il borgo cominciò a crescere attorno al castello solamente nel XII secolo, epoca in cui fu costruita anche la chiesa di Sant Miquel e che divenne la parrocchia di Rupit, essendo la prima posta a tre chilometri di distanza dal centro storico e quindi non agevole da raggiungere. Grazie al suo aspetto medievale, il villaggio è diventato un centro frequentato dal turismo che viene per ammirare le case in pietra e le strade pavimentate con lo stesso materiale, ma non solo perché Rupit ha altre chicche da mostrare ai visitatori, come la chiesa romanica di Sant Joan de Fàbregues, quella di Sant Llorenç Dosmunts, la già menzionata Sant Miquel, il santuario di El Far, la cascata del Sallent, creata dalla Riera de Rupit e il ponte sospeso che lo attraversa.

Santa Pau

Santa Pau è un pittoresco villaggio medievale posto nel parco vulcanico della Garrotxa, in provincia di Girona che si raggiunge con la C – 153 e la GI – 524. La sua origine è databile al IX secolo, quando la zona era terra di nessuno, il territorio da frontiera tra i Mussulmani ed i Cristiani.
Il borgo, raccolto attorno al castello del XIII secolo, che purtroppo al momento della stesura di questa guida non è visitabile, è anch’esso fatto, come quelli che abbiamo visitato precedentemente, di case in pietra e strette strade lastricate. La sua parte più caratteristica è costituita dalla triangolare piazza El Firal dels Bous, completamente circondata da edifici gotici del XIII secolo e così chiamata perché proprio in questo luogo si teneva il mercato del bestiame.
Sulla medesima piazza sorge anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria, costruita nel XIV secolo su volere del barone Ug Ademar. Pesantemente danneggiata dal terremoto del 1427, fu restaurata alla fine del XV. Durante il medioevo si accedeva al villaggio tramite tre porte di cui due sono sopravvissute fino ai giorni nostri, queste sono il Portal del Mar ed il Portal di San Antoni. Santa Pau è anche la base di partenza ideale per visitare il parco vulcanico che ne contiene una quarantina, ovviamente non più attivi, l’ultima eruzione ebbe luogo circa 11.000 anni fa.

Lago di Banyoles

Mentre ci dirigiamo verso la città di Girona, incontriamo dopo aver percorso circa 25 chilometri sulla strada GI – 524 il lago di Banyoles. E’ il lago naturale più grande della Catalunya ed è un importante sistema ambientale. E’ di origine tettonica e carsica e si formò nel Quaternario, vale a dire 250.000 anni fa. Fu utilizzato per le gare di canottaggio durante i giochi olimpici di Barcellona e viene tuttora usato per gare.
Anche il lago di Banyoles ha la sua brava leggenda riguardante un mostro che lo abitava ai tempi di Carlo Magno. Furono infatti le sue truppe, di stanza a Girona, che si avvicinarono al bacino per cercare di uccidere il drago ivi dimorante. Non riuscendoci, costrinsero il re franco a chiedere aiuto a Sant’Ermeterio, un monaco francese aggregato all’esercito. Quando la bestia uscì dal suo rifugio rimase paralizzata osservando quel piccolo uomo che non smetteva di pregare e, come se si trattasse di un cagnolino, lo seguì fino alla piazza. Dopo questo fatto, il santo autore del miracolo fondò il monastero di Santo Stefano di Banyoles, prima di andare a vivere in una grotta in mezzo ad un denso bosco da cui non era possibile sapere se fosse dì o notte. Il mostro tornò al lago, dove si dice che viva tuttora, anche se nessuno lo ha mai visto. Attenti quindi se vi bagnate nelle sue acque.

Girona

Lasciamo il territorio della provincia per recarci nel capoluogo, ovvero Girona. In realtà non dobbiamo fare molta strada perché dal lago di Banyoles vi sono soltanto 30 chilometri che percorriamo sulle strade C 150a e C – 255. Data la sua posizione assai vicina al confine francese, è passata attraverso una resistenza continua per non essere schiacciata tra la cultura francese e quella castigliana, trasformandosi così in una sorta di zoccolo duro della tradizione catalana.
Sebbene la leggenda voglia che la città sia stata fondata da Gerione, gigante a tre teste che, con l’intento di allargare il suo regno, si spinse sino alla penisola iberica dove vi fondo una città a cui diede il suo nome, le radici storiche sono completamente diverse e le prime popolazioni della zona furono gli iberici di cui il villaggio più importante era Sant Julià de Ramis, posto sui promontori che circondano la città attuale. La fondazione vera e propria del nucleo attuale fu però effettuato dai romani con l’edificazione di un “oppidum” chiamato Gerunda.
Naturalmente la sua storia è molto più articolata ed infatti passò sotto diverse dominazioni: la visigota, l’araba, la carolingia, più volte la francese, compresa quella napoleonica e nel 1939 fu occupata delle truppe franchiste. Fu proprio la dominazione napoleonica a creare il parco che incontriamo a meno di un chilometro dall’area sosta sul nostro percorso verso la città vecchia. Si tratta di quello della Devesa, il più grande di tutta la Catalunya, con i suoi 40 ettari di estensione, 2500 platani e con un giardino in perfetto stile francese.
Dirigendoci ulteriormente verso il fiume Onyar ci troviamo come per incanto sulla Plaça de la Independencia, una piazza porticata al centro della quale sorge il monumento ai caduti della dominazione napoleonica. Ed è proprio su questa piazza che si trova il maggior numero di locali, facendola diventare il cuore pulsante della vita notturna. A pochi passi da Plaça de la Independencia, ma dall’altra parte del fiume che consigliamo di attraversare con il Pont de les Peixateries Velles, un ponte in ferro dipinto di rosso, costruito da Gustave Eiffel nel 1877, se ne trova un’altra che in catalano viene chiamata la Plaça dels Raïms e è considerata la più piccola piazza d’Europa.
Affacciate sul fiume Onyar si trovano delle pittoresche abitazioni color pastello chiamate Les Cases Penjades. Furono costruite in diverse epoche, a partire dal medioevo, in origine erano abitate da pescatori ed erano poste a ridosso delle mura di difesa che finiva a precipizio sul fiume, per cui erano pendenti, vale a dire penjades. All’epoca era considerata una zona degradata, a diretto contatto con l’Onyar, ma in epoca recente, con l’abbattimento delle mura, gli edifici sono stati inglobati nel centro storico e ristrutturati ed oggi offrono una tipica immagine di architettura mediterranea e, data la sua somiglianza con le case sull’Arno di Firenze, fatto che è valso a Girona il nome di Petita Floréncia.
Nel cuore della fitta rete di stradine che costituiscono il Barri Vell si trova il quartiere ebraico, il Call Jueu, dove visse sino al termine del XV secolo la comunità ebraica di Girona. L’antica sinagoga ospita attualmente il Center Bonastruc Ça Porta il cui obiettivo è di recuperare mantenere l’eredità ebraica ed infatti, come sede centrale del Museu d’Història del Jeus e del Institut d’Estudis Nahmànides offre ai visitatori un’ampia gamma di attività e di servizi.

Cattedrale di Girona

La storia della cattedrale di Girona che si trova nella piazza omonima è stata piuttosto travagliata in quanto fu oggetto di molte discussioni che, sebbene fosse stata iniziata nel secolo XI, condizionarono la sua costruzione tanto è vero che i lavori terminarono solamente nel XVIII.
L’idea originale era di costruirla in tre navate, ma in seguito fu fatta la proposta di continuarla in una navata unica, questo provocò una sospensione dei lavori e discussioni a non finire finché nel 1417 il vescovo convocò una riunione tra i costruttori e gli architetti nella quale si decise per un’unica navata, ma con un’altezza di 34 metri in modo tale da renderla un monumento unico nella storia dell’architettura gotica mondiale. La chiesa a pianta basicale ha una larghezza di 22,98 metri che la rende non solamente la chiesa gotica più larga del mondo, ma la seconda di qualsiasi stile, dopo la basilica di San Pietro a Roma. Le diverse epoche di costruzione si ravvisano anche nella differenza di stili e, se la navata è gotica, la facciata è invece barocca, essendo stata progettata nel 1730 e la scala centrale di accesso è del 1607. Il chiostro, situato sopra la cappella maggiore, è romanico e risale al XII secolo e addossati alla parte esterna della cattedrale si trovano il gotico portico di San Miguel a nord e quello degli Apostoli del XIV secolo a sud
L’altare maggiore è di argento dorato e smalto ed è una pregevole opera di oreficeria gotica, realizzata tra il 1320 ed il 1357. Nel punto più alto dell’edificio vi è la figura di un angelo che in origine era un’allegoria della Fede, rappresentata con gli occhi coperti. Al momento del suo restauro venne tuttavia collocata una testa senza la benda. Tra i doccioni, ve n’è uno che rappresenta una figura umana che popolarmente viene chiamata “la strega”. Secondo la leggenda, a Girona vi era una donna che si dedicava alla stregoneria e che non perdeva occasione per dimostrare il suo odio verso la religione, tirando pietre verso l’edificio sacro. Un giorno per opera divina venne trasformata in pietra ed i cittadini la inserirono nella costruzione della cattedrale affinché dalla sua bocca non uscissero più maledizioni ed insulti ma limpida acqua piovana.
A tre minuti a piedi dalla cattedrale, sorge la basilica di Sant Feliu e più precisamente in Carrer Trasfigueres. Edificato all’inizio del XII secolo sulla tomba di San Felice l’Africano, da cui il nome, presenta una pianta romanica, ma siccome le opere costruttive furono realizzate in epoche successive, si ha una commistione di stili. Sono gotiche l’abside, le decorazioni degli interni e la torre campanaria che nel progetto originale avrebbero essere due, una per lato, sono barocche la facciata principale e la scalinata di accesso, restano tuttavia romanici i pilastri e gli archi della navate. All’interno trovano spazio la cappella dove si conservano le spoglie di Sant Narcis e la tomba di Alvarez de Castro, il generale che contribuì alla difesa della città durante la guerra di indipendenza combattendo fino alla morte contro le truppe napoleoniche.
Curioso è il dipinto conservato sull’altare maggiore in quanto rappresenta Sant Narcis ed il “miracolo delle mosche”. Vuole infatti la tradizione che nel 1285, durante l’assedio di Girona, le truppe francesi di Filippo II l’Ardito profanassero la collegiata di Sant Feliu che, come abbiamo visto, conserva le spoglie del santo. All’improvviso migliaia di mosche iniziarono a pizzicare i soldati ed i cavalli nemici. I francesi furono così costretti ad abbandonare la città ed a causa di questo miracoloso episodio si ammalarono e morirono circa quattromila cavalli e addirittura ventimila soldati.
Di fronte alla scalinata della chiesa si trova una statua di origine medievale rappresentante una leonessa arrampicata su di una colonna. Una leggenda tradizionale della città dice che ogni abitante di Girona, prima di partire per un lungo viaggio, ha il dovere di baciare il posteriore della leonessa, compiendo la promessa di fare ritorno alla cittadina catalana.

Monastero de San Pere de Galligants

Il monastero di Sant Pere de Galligants, oggi Museo Archeologico, è una delle più importanti costruzioni realizzate in romanico catalano. La data della sua fondazione è sconosciuta, essendo stata costruita su di un preesistente edificio preromanico, tuttavia, alcuni documenti la fanno risalire alla fine del X secolo e terminare nel corso del XII. In origine il monastero ospitava una comunità di Benedettini ed era posto al di fuori della cinta urbana. La chiesa, molto ampia, è formata da tre navate, separate da grossi pilastri.

Girona i bagni arabi

I bagni arabi che forse di arabo hanno solo il nome in quanto l’edificio che li contiene fu costruito in stile romanico nel 1194, con una forma che ricalcava la distribuzione dei bagni mussulmani. Sono ispirati alle terme ed ai bagni pubblici romani a cui sono stati aggiunti elementi decorativi di gusto orientale e alla fine del percorso termale è stata posta una cupola, caratteristica peculiare dei bagni orientali, con un lucernario che illumina gli ambienti. Ristrutturati alla fine del duecento, vennero chiusi definitivamente nel XV secolo e dal 1617 furono a disposizione del convento dei Capuccini che li utilizzò come dispensa, cucina e lavanderia. Nel 1929 furono aperti al pubblico. Sempre restando nel Barri Vell si può ancora ammirare la Casa dell’Ardiaca, Casa dell’Arcidiacono, un edificio del XV secolo posto sulla Plaça dels Lledoners.

Calella de Palafrugell

Ritorniamo sulla costa e precisamente a Calella de Palafrugell che raggiungiamo dopo circa una cinquantina di chilometri sulla C – 65. Situata al centro della Costa Brava, Calella è una pittoresca cittadina che ha saputo conservare il fascino delle località di pescatori, prima dell’arrivo del turismo di massa.
Anche se durante i mesi estivi la costa è letteralmente invasa da frotte di turisti, la sua costa è notoriamente ben conservata e alterna spiagge di sabbia a calette dall’acqua cristallina che non hanno nulla da invidiare alle coste caraibiche.
Oltre al pittoresco centro storico, fatto di case bianche e dove gli immancabili negozi di souvenir ed i locali pubblici si sprecano, il villaggio può offrire ai visitatori anche un porto, la chiesa di San Pietro, una torre di osservazione del XVI secolo, il castello e l’orto botanico di Cap Roig. Calella può altresì vantare due festival annuali: il Cap Roig Festival a cui partecipano musicista di fama mondiale, tra cui Elthon John, tanto per citarne uno e la Cantada d’havaneres de Calella de Palafrugell, una rassegna di musica cubana che attrae migliaia di persone per assistere all’esibizione di artisti, sia dilettanti che professionisti.

Pals

Pals si trova leggermente nell’entroterra rispetto a Calella, dalla quale dista circa dodici chilometri e lo si raggiunge con la strada C – 31.
Grazie al suo quartiere gotico fatto di stradine acciottolate, ai suoi archi, alle facciate con finestre ad ogiva, ai balconi ed alle case in pietra, alle mura difensive con le loro quattro torri databili al IV secolo, alla Plaza Mayor, alle tombe di Calle Mayor, alla chiesa di Sant Pere ed alla alla torre romanica costruita tra l’XI ed il XIII secolo, costituisce un richiamo irresistibile per il turismo che contribuisce, assieme alla coltivazione del riso, all’economia del paese. Sebbene non vi siano tracce della presenza romana, il nome Pals proverrebbe dal latino “Palus” che significa acquitrino. Potrebbe però anche essere stato imposto in onore della Dea Pallade Athena, come Palau o Palencia, ai visitatori la scelta che preferiscono.
Pals non è certamente una città d’arte, ma è uno di quei villaggii lindi ed ordinati, dal carattere ben preciso e in cui si respira un’atmosfera rilassata che fa sentire le persone “fuori dalla pazza folla”. In altre parole, un luogo giusto per viverci.

Begur

Ritorniamo sulla costa con la strada GI – 653 e raggiungiamo Begur, un comune di circa 4.500 abitanti, ma che in estate, grazie al turismo, raggiunge i 40.000.
Anche se la sua vocazione attuale è il turismo, mantiene comunque un passato storico che risale alla preistoria, per passare poi attraverso l’epopea iberica, come dimostrano i numerosi ritrovamenti affiorati nel suo territorio. Tra le attrattive maggiori del comune, va citato il suo patrimonio architettonico composto da cinque torri di difesa, costruite tra i secoli XV e XVII per difendersi dalla pirateria saracena e dal castello, simbolo emblematico dell’epoca feudale.
Ma Begur è anche mare ed infatti entro il suo territorio si trovano alcune delle spiagge più prestigiose di tutta la Costa Brava: Sa Riera, Aiguafreda, Sa Tuna, Playa Fonda, Fornell e Aiguablava sono quelle che ci vengono subito in mente.

Peratallada

Ritorniamo per quattordici chilometri nell’entroterra per andare a visitare Peratallada, località appartenente al comune di Forallac e la raggiungiamo con le strade GI – 653 e GI – 651. Dichiarata Sito Storico Artistico per essere uno dei più importanti e meglio conservati centri di architettura medievale della Catalunya, affonda le sue origini nell’età del rame, ma, grazie a dei ritrovamenti, non ci sono inoltre dubbi che la zona fu colonizzata dai romani.
La prima menzione del castello avvenne nel 1065, ma si suppone che le origini siano ancora antecedenti a quella data. Costruito sulla collina, direttamente sulla roccia tagliata verticalmente per accentuare la perpendicolarità rispetto al piano, è formato dal palazzo del XIV secolo circondato da una prima cortina di mura e dal mastio vero e proprio. La chiesa di Sant Esteve de Peratallada venne invece costruita all’inizio del XIII secolo in stile romanico. Possiede due navate e due absidi semicircolari. Sul lato sud si trovano delle cappelle laterali e la sacrestia, questa però costruita posteriormente.
Dalla Plaça del Castell la vista spazia sulla Torre de Homenatje, letteralmente la Torre dell’Omaggio, una delle torri ancora conservate dell’antica cinta muraria. Le altre sono: la Torre Nord, la Torre Ovest e la Torre delle Ore.
Esaurita la visita, per così dire culturale, chiunque si rechi a Peratallada deve riservare un po’ di tempo al dolce far niente e lasciarsi trasportare dalla simpatica atmosfera che vi aleggia e magari lasciarsi tentare dai numerosi locali pubblici che affollano la deliziosa Plaça de les Voltes a cui si arriva attraverso un magnifico passaggio porticato o passeggiare per le sue linde stradine e immergersi negli angoli più pittoreschi.

Empuries

Per arrivare ad Empùries ci dobbiamo spostare di ventisei chilometri verso nord e lo facciamo servendoci della strada C – 31.
La città, il cui nome significa “luogo di scambio”, fu fondata nel 575 a.C. da coloni greci provenienti dall’attuale Foça, oggi situata in Turchia e, dopo le guerre contro Annibale, fu occupata dai romani. Nel medioevo però, a causa delle incursioni saracene, la città venne abbandonata.
Oggi dell’antica Empùries non sono rimaste che delle rovine e, sebbene la sua posizione fosse già nota sin dal XV secolo, gli scavi iniziarono solamente nel 1908. Il primo nucleo sorse a Palaiapolis, “la vecchia città” che allora era situata su di un’isola, ma nel 550 a.C. gli abitanti si spostarono sulla terra ferma e fondarono Neapolis. “la nuova città”.
L’isola su cui sorgeva il nucleo primitivo fa oramai parte delle terra ferma ed è occupata dal villaggio medievale di Sant Martí d’Empúries. Il vecchio porto si è interrato e dopo la fondazione della nuova città il sito è stato utilizzato come acropoli. Secondo Strabone vi esisteva un tempio dedicato ad Artemide.
Neapolis consisteva di un recinto di 130 x 200 metri le cui mura furono ripetutamente modificate tra il V ed il II secolo a.C. e il muro occidentale la separava dalla città iberica di Indika.
Nella parte sud occidentale del recinto cittadino si trovavano di versi templi, come quello di Esculapio del quale è stata rinvenuta una statua di marmo, mentre in quella sud orientale c’era un tempio dedicato a Zeus Serapis. La maggior parte degli edifici portati alla luce appartengono al periodo Ellenistico, anche se furono rinvenuti resti di terme romane e di una basilica paleocristiana.

Ci spostiamo di trenta chilometri verso sud con le strade C – 31 e C – 252 per andare a visitare un comune formato dall’unione dei villaggi di Sant Sadurnì de l’Heura, di Cruilles e di Monells.

Sant Sadurnì è il capoluogo comunale ed è posto tra i fiumi Rissec e Darò. Da visitare la chiesa che porta il nome del villaggio, costruita tra il 1773 ed il 1777.
Cruilles è situato alla sinistra del Rio Darò e fu anche il villaggio di origine del lignaggio e della baronia della famiglia che diede il nome alla località. Da vedere la chiesa di Santa Eulalia al cui interno si possono ammirare delle pitture romaniche ed un retablo gotico appartenuto al monastero benedettino di Sant Miquel de Cruilles, risalente all’XI secolo e nella piazza centrale il mastio del vecchio castello.

monastero benedettino di Sant Miquel de Cruilles

Monells, formatasi attorno al castello di cui sono rimaste solo le mura, è il più ricco tra i tre in fatto di monumenti architettonici. Ogni angolo ci parla di medioevo, di nobili, di cavalieri e di importanti mercati. Oltre a perdersi nel suo centro storico, vanno assolutamente visitate la chiesa di Sant Ginés del 1019, la porticata piazza Jaime I, la Calle de los Arcos, completamente coperta e la chiesa di La porticata piazza Jaime I

Quest’ultima visita mette definitivamente la parola fine a questa seconda parte del viaggio in Catalunya. Non ci resta che darvi appuntamento con la terza parte.

Elenco località e aree di sosta

Località Indirizzo struttura Coordinate Lat – Long
Barcellona Parking del Poble Espanyol. Plaza del Padre Eusebi Millán, s/n, Barcellona 41.38879 – 2.15899
Tossa de Mar Parking Porta de Sant Feliu Empark, Carrer Pintor Francesc Serra, 1, Tossa de Mar 41.72479 – 2.93407

 

Sant Pere de Casserres Riverside, BV-5208, Rupit 42.02696 – 2.46378
Tavertet Riverside, BV-5208, Rupit 42.02696 – 2.46378
Rupit Riverside, BV-5208, Rupit 42.02696 – 2.46378
Santa Pau Avinguda dels Volcans, 31, Santa Pau 42.14554 – 2.56652
Lago de Banyoles Parking, Carrer de les Arcades, 13, Banyoles 42.126227 – 2.765426
Gerona

 

Parking Vayreda La Devesa, Passatge Massaguer, Gerona 41.98393 – 2.81384
Calella de Palafrugell Avinguda d’Antoni J. Rovira, Calella de Palafrugell 41.88999 – 3.17869
Pals Camping Mas Patoxas, Ctra. C-31 Palafrugell – Pals km. 339, Pals 41.95535 – 3.15763
Begur Parking, Passatge Racò, 2, Begur 41.980280 – 3.207050
Peratallada Parking Peratallada, Camí de Sant Feliu de Boada, Peratallada 41.97666 – 3.0923
Empuries Parking Hostal Spa Empúries, Carrer Museu , L’Escala 42.12991 – 3.12067
Monells Parking Peratallada, Camí de Sant Feliu de Boada, Peratallada 41.97666 – 3.0923

 

Non perderti:

Lascia un commento

GirareLiberi.it é un organo di informazione indipendente in corso di registrazione presso il Tribunale.

Foto, video, documenti, testi ed elaborazioni grafiche pubblicati sono di proprietà della Redazione, degli autori o dei fornitori di GirareLiberi.

Dati, foto, video e contenuti che ci venissero proposti da lettori, fornitori e inserzionisti o terze parti, vengono da noi usati in quanto liberi da diritti. Potranno essere da noi pubblicati senza menzione di origine.   I testi, le foto, le elaborazioni grafiche  e i video editi da GirareLiberi non possono essere copiati o tuttavia utilizzati in forma digitale o cartacea. Non é consentita la diffusi o rielaborazione  anche se solo parziale  senza il consenso espresso della Redazione.

@2021 – P.Iva IT02613410204   GirareLiberi Srl