Home Mete Italia Quattro salentini in cerca di neve

Quattro salentini in cerca di neve

da Serena Fiorentino
183 letture

Vaghiamo alla ricerca di paesaggi innevati fin dal primo giorno d’inverno. Incontriamo giornate di sole e verdi prati, cieli azzurri e temperature ben al di sopra dello zero. E’ vero che siamo al sud dello Stivale, ma questa è pur sempre l’Italia, non le Maldive! Stanchi del susseguirsi di impietosi fallimenti, lo scorso week end decidiamo di arrenderci ed andare al mare. Risultato? Piove in tutto il Salento e nevica in tutto il resto dello stivale, addirittura in Sicilia!
Sarà forse uno scherzo di Carnevale? Cocciuti e testardi, annulliamo la prenotazione ai festini carnevaleschi di Lavello e cambiamo itinerario per il week end alle porte. Non più una destinazione; nessuna meta all’orizzonte per questo viaggio: solo una strada da percorrere. Scegliamo la SS598 di Fondo Valle d’Agri che taglia da ovest ad est la parte meridionale della Basilicata. Lungo i 123 chilometri che separano Scanzano Jonico da Atena Lucana, ci sarà pure un luogo ameno tinto di candido e soffice bianco neve!

27.01.2023 Viggiano (PZ)
Ancor prima del suono della campanella, venerdì siamo nell’atrio della scuola a firmare i permessi d’uscita anticipata. Nel primissimo pomeriggio le ruote scivolano veloci sulla SS598. La percorriamo fino all’invaso del Pertusillo e della neve non c’è neanche l’ombra. Le nostre candide aspettative stanno per scontrarsi con la cruda realtà quando, un po’ demoralizzati, all’incrocio con la SP103 all’altezza di Grumento Nova, vediamo alture innevate sia alla nostra destra che alla nostra sinistra. Non ci resta che scegliere. Direzione Moliterno o direzione Viggiano? Svoltiamo decisi a destra: l’accoglienza del comune di Viggiano ci ha già conquistato qualche settimana fa e un ritorno alla Montagna Grande ci pare subito un’ottima idea.

Lungo il corso del paese affondiamo le scarpe nella neve fresca, ridiamo di gusto ad ogni accenno di scivolone e ad ogni palla di neve che ci entra gelata nel colletto della felpa. Sembriamo quattro bambini entusiasti della novità o forse siamo semplicemente quattro abitanti di un Salento in cui la neve non si fa vedere quasi mai.

Conoscevamo già questo piccolo paesello in cui risuonano forti le note delle arpe e dei violini, ma col bianco a colorare le strade ci appare tutto come diverso, magico e incantato. Il biancore ci invita ad assaporare i ritmi lenti ed autentici della natura che circonda l’abitato, ci invita ad adeguare i nostri ritmi a quelli di questa terra calma, spesso selvaggia e dimenticata. Rallentiamo e respiriamo. Assaporiamo ogni passo soffice in attesa di domani, quando speriamo di poterci inerpicare fino ai 1500 metri e la neve non sarà più alle caviglie, ma almeno alle ginocchia!

28.01.2023 Viggiano
Il calduccio di Odisseo e il panorama imbiancato fuori dai finestrini ci trattengono al letto fino alle otto del mattino. Ma poi guardiamo fuori dall’oblò verso Montagna Grande e lo spettacolo è magnifico: la coltre bianca si incunea nell’azzurro del cielo terso. Decidiamo subito di metterci in marcia.
Solo così diventa visibile l’incanto: i boschi innevati, le vette selvagge vestite di bianco, gli scampoli di cielo tra i profili degli abeti. Sembra di essere in una fiaba nordica, invece siamo nel cuore bianco del Sud, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val D’Agri Lagonegrese.
Arrivati in cima il freddo non fa più tremare, ma fa gioire. Il tempo di affittare un bob e di indossare le tute da neve e il divertimento ha inizio. Da bravi salentini fuori dal nostro habitat, dopo meno di 10 minuti siamo già pieni di gelida neve sciolta negli stivali, sotto le maglie termiche e nei capelli. Meraviglia batte gelo 10 a 0 e si continua a giocare!


Crolliamo esausti al ritorno in paese e ci risvegliamo dalla lunga pennica che è già pomeriggio inoltrato: il momento perfetto per camminare fino in centro e andare a cercare una cassetta postale per spedire le nostre caroline, un posto dove sederci a consumare la cena e una macelleria per acquistare qualche succulento souvenir prima della ripartenza verso casa.

Ovviamente, quella che prende il via come una semplice breve passeggiata, si trasforma immancabilmente in una lunga scarpinata fra i vicoli del centro storico a caccia di non sappiamo neanche noi esattamente cosa, rallentati dai bambini che non perdono occasione per fermarsi in ogni angolo a giocare con i cumuli di neve che stentano a sciogliersi. Fra un pupazzo e l’altro, con tanto di carote a far da naso, cappellini di lana e occhiali da sole, si fa ora di cena e siamo ancora a zonzo.

Il ristorante pizzeria Doppio Senso è giusto di strada e ci fiondiamo dentro senza troppi complimenti. L’atmosfera è familiare e allegramente chiassosa. I cruschi (peperoni dolci tipici di Senise, località lungo il corso del fiume Sinni), la scamorza podolica, la tagliata, l’amaro… tutto sa di Lucania. Il conto, il pezzo forte, è uno di quelli che ti farebbe venir voglia di restare qui e non tornare più a casa.


Quando usciamo per dirigerci verso Odisseo, la neve sui marciapiedi si sta lentamente sciogliendo e scorre per strada in rivoli d’acqua che si dirigono veloci verso le caditoie. Domani mattina saluteremo Viggiano per la seconda volta in meno di un mese e chissà che non ci torneremo ancora, magari prima di quanto possiamo immaginare. In fondo qui si sta così bene, fra gli antichi tratturi e i paesaggi pittoreschi e suggestivi della maestosa Montagna Grande e del torrente Alli.

29.01.2022 Scanzano Jonico (MT)
Andiamo via senza voltarci a guardare il maestoso biancore alle nostre spalle. Scivoliamo giù verso valle, felici del tempo trascorso qui. In poco più di un’ora siamo al mare: Scanzano Jonico, la foce del fiume Agri. Il bello di questa regione è che offre tutto, dalle vette innevate alle spiagge incontaminate, il mare e la montagna.
Affondiamo i piedi nella sabbia umida. Ad ogni passo si levano in volo uccelli acquatici disturbati dal nostro incedere lungo la spiaggia deserta. Raggiungiamo l’estuario di quello che un tempo era chiamato Aciris, Akiris o Kyris, che in lingua osca significava fiume navigabile. I canneti e i pini marittimi si mescolano alla vegetazione palustre lungo le rive. Raccogliamo legnetti scolpiti dall’acqua, conchiglie e sassolini levigati. Chiudiamo qui, in riva al mare, il nostro weekend sulla neve!

Non perderti:

Lascia un commento

GirareLiberi.it é un organo di informazione indipendente in corso di registrazione presso il Tribunale.

Foto, video, documenti, testi ed elaborazioni grafiche pubblicati sono di proprietà della Redazione, degli autori o dei fornitori di GirareLiberi.

Dati, foto, video e contenuti che ci venissero proposti da lettori, fornitori e inserzionisti o terze parti, vengono da noi usati in quanto liberi da diritti. Potranno essere da noi pubblicati senza menzione di origine.   I testi, le foto, le elaborazioni grafiche  e i video editi da GirareLiberi non possono essere copiati o tuttavia utilizzati in forma digitale o cartacea. Non é consentita la diffusi o rielaborazione  anche se solo parziale  senza il consenso espresso della Redazione.

@2021 – P.Iva IT02613410204   GirareLiberi Srl