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Camperisti: campeggiatori o semplici vacanzieri?

da Redazione
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Sono critica? Si, oggi sono critica! Forse perché è domenica, è luglio, vivo in Salento e sono chiusa fra le quattro mura di casa: un’enorme trappola a 20 chilometri dalle sponde dell’Adriatico e 20 chilometri da quelle dello Jonio. A volte bisogna pur lavorare! Nei momenti liberi, oggi ho avuto la malsana idea di vagare on line sbirciando nei vari forum di camperisti.
Leggo di un’estate torrida per sopravvivere alla quale si pongono domande a destra e a manca su quale sia il miglior sistema di climatizzazione per camper e su quale sia il miglior campeggio ombreggiato in riva al mare senza limitatore di tensione sulle colonnine che erogano energia elettrica. Ci si confronta sui prezzi ormai esorbitanti delle vacanze in aree sosta attrezzate, dei frigoriferi a 12 volt di ultima generazione e dei raffrescatori d’aria spesso farlocchi made in China. Si discute sui servizi extra offerti da camping, agricamping e glamping ormai dotati di piscina, docce calde, animazione, parco giochi, spa e spiaggia privata neanche fossero hotel a 5 stelle (forse a questo punto per alcuni più idonei).
E’ estate in Salento. 40° all’ombra. Fa caldo e sudo. Sudo e penso.
Penso all’estate del 1994 in Siria con un Fiat 238 camperizzato Arca: lamiera incandescente sotto al sole impietoso di agosto. Sudata e felice.
Penso all’estate del 2004. L’Italia era rovente e io ci sguazzavo dentro sudata e felice nel mio Volkswagen Joker T3: metallo infuocato sotto ad un cielo color giallo umido.
E poi Siracusa 2021: 48,8°, la città più calda del continente e io sempre sudata e sempre felice.
Questi miei ricordi sono forse una sentenza senza possibilità d’appello per la stragrande maggioranza degli odierni fruitori dei forum per camperisti? Si, lo sono! Probabilmente sarò sbagliata io, ma i miei nonni campeggiatori armati di tenda canadese prima e i miei genitori camperisti poi, mi hanno insegnato che la vita en plein air è soprattutto rinuncia al superfluo, al disordine, alla confusione e alle preoccupazioni inutili. Mi hanno insegnato che d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo e che è anche bello sentirlo sulla pelle per scoprirsi vivi e fortificarsi. Il viaggio in camper è paesaggio, territorio, meraviglia, natura incontaminata da non contaminare, sobrietà, piccole emozioni quotidiane e la possibilità di concentrarsi sull’essenziale e su ciò che ci rende realmente felici.
E’ estate. Sono viva. Fa caldo. Si suda…liberi e felici!
P.S. All you need is less! Serena

Cara Serena, riceviamo questo tuo accorato appello che volentieri pubblichiamo. Probabilmente, nel tempo si è persa molta della nostra capacità di adattamento a qualche piccolo sacrificio, come invece eravamo abituati da ragazzi, quando tanti – forse troppi – agi della nostra epoca attuale neanche esistevano. Caldo, freddo, funzionalità e fruibilità delle cose, servizi, ci si accontentava di quello che c’era, benedicendo la vacanza e la libertà. Siamo oggi di fronte ad un gigantesco paradosso: oltre a tempi sempre più compressi per vacanze sempre più brevi in cui diventa obbligatorio infilarci tutto ritmando i tempi neanche fossimo al lavoro, la enorme fruibilità di servizi online un tempo sconosciuti ce ne rende schiavi, come se non fossimo più capaci di godere di cose semplici, di sopravvivere senza dover comunicare ai social cosa stiamo facendo con la speranza di un like che gratifichi la nostra autostima; spesso vilipesa da pesanti situazioni quotidiane di lavoro stressante e malpagato, dal caro bollette e beni primari, dall’insensibilità di tanti, altrettanto inferociti dalla vita di tutti i giorni, che perdono qualsiasi forma di civile cordialità per un nonnulla. E caldo, traffico e palese incapacità di molti amministratori pubblici che costringono i cittadini a sobbarcarsi dei problemi creati dalla cattiva gestione fanno il resto per incattivirci. Non voglio qui replicare discorsi da fila all’ufficio postale sul “si stava meglio quando si stava peggio” o “ai bei tempi andati”, ogni epoca ha il suo progresso e le sue comodità, che giustamente tutti vogliamo. Però, forse come ripeti più volte come fosse un mantra, si può essere anche “sudati, ma felici” senza turbo condizionatori e colonnine di corrente da 10 ampere, magari scegliendo un luogo in cui la natura ha già provveduto in meravigliosa autonomia con alberi e ventilazione; godere semplicemente di tante belle cose che il territorio – specie la nostra amata Italia – ci mette a disposizione. Sia chiaro, tutte le comodità sono legittime, anche quelle di chi desidera una pista da sci negli Emirati Arabi (esiste davvero, al chiuso, non oso pensare quanta energia sia necessaria per mantenere la neve sotto i 50 gradi del sole del deserto), forse però il benessere ci ha un po’ preso la mano. L’idea che quasi tutto sia diventato insopportabile se ci fa uscire dalla nostra “comfort zone” ha minato la nostra naturale capacità di adattamento e ci stupiamo di come facessimo 30/40 e più anni fa quando di tutte queste comodità non ce n’era traccia. Dalle foto vintage che capita di vedere e dai ricordi personali, anche tanti anni fa faceva caldo, eccome, ma si sopportava meglio, con serena rassegnazione: i volti delle persone in vacanza erano “sudati ma felici” anche a 40 gradi, e non chini su un cellulare a stressarsi. Semplici ma efficaci soluzioni pratiche risolvevano i problemi: tu che sei del Sud, ricordi le signore sedute sugli usci di casa prima delle 5 del pomeriggio? No, alle 2, alle 3 del pomeriggio si stava chiusi in casa, con le finestre chiuse per non far entrare il fuoco della canicola pomeridiana e l’aria condizionata era solo uno strano aggeggio che avevano visto nei film americani. Certo, non è che se c’è la possibilità ci dobbiamo negare una situazione più comoda, ma pensiamo pure che tutto ha un prezzo, specie in termini di energia, e le recenti mazzate su tutti i fronti (prezzi, lavoro, bollette ecc.) ci stanno riportando un po’ con i piedi per terra. Come corollario a questi problemi, aggiungerei la vita, falsa e patinata, degli influencer che ci viene propinata tutto il giorno come modello da seguire nel diluvio digitale che ci insegue sullo smartphone, una iattura per quello che ne penso personalmente, anche se non ne vogliamo sapere; queste immagini sempre “vincenti” e del comfort di una vita fatta di lussi e vizi fanno poi il resto, specie per i più giovani, obbligando qualcuno a replicarle in versione fasulla, mostrandosi fintamente ricchi a fare cose tristissime – rigorosamente con abiti firmati e costosissimi comprati a rate, con aria condizionata o in piscina – per poi pubblicarle sul profilo e non sentirsi degli sfigati: che amarezza! Chissà quanti, dalle parti tue, l’affascinante Salento, sono lì solo per la movida serale a botte di “shottini” e social, e magari non hanno visitato tutte le meravigliose spiagge dei due mari che lo bagnano o visto il barocco leccese. Fortunatamente, sono ancora in molti a saper apprezzare quello che la natura – e la storia – ci offrono, caldo e freddo compresi, rispettando sempre i luoghi con la dovuta etica e muovendosi con profondo amore per la terra e le sue caratteristiche locali. Sudati, ma felici!

Foto: pexels-ashley-k-bowen

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