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Antuni, borgo fantasma sul Lago del Turano, nel Lazio

da a.cortellessa
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Raggiungibile solo a piedi e con l’attenta scorta di una guida autorizzata, il sentiero che vi si inerpica è infatti piuttosto impegnativo, alla portata di tutti ma sicuramente non facile specie nel primo tratto, il borgo di Antuni si erge solitario sul picco omonimo, una sorta di penisola sulle tranquille acque del lago del Turano. Siamo nel cuore dell’appennino laziale, a due passi dal più conosciuto comune di Castel di Tora (di cui Antuni fa parte), in una zona che riesce bene a coniugare la passione per il trekking nel verde (con percorsi di tutte le difficoltà anche nella vicina Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia), l’amore per i borghi antichi e per la storia.

Antuni, l’antico Castrum Antoni, sorge elevandosi dalle acque del lago del Turano, collegato alla campagna da una sottile lingua di terra da cui si accede con un sentiero. Una posizione suggestiva e panoramica da cui, una volta raggiunta la vetta, il panorama spazia a 360 gradi, con scorci sul lago che meritano la fatica di aver raggiunto la sommità dopo una impegnativa salita.
La caratteristica che rende Antuni meta da visitare, non sta però solo nella sua suggestiva e invidiabile collocazione ma piuttosto nella tormentata storia che lo ha visto nascere, prosperare e poi essere abbandonato in tempi più recenti, dopo alterne vicissitudini che ancora oggi lasciano il segno nell’abitato, in parte diroccato, in parte ristrutturato e visitabile.

L’abitato originario di Antuni risale ai possedimenti del Castrum Antoni all’Abbazia di Farfa. Nel di questo territorio si sono poi succedute antiche famiglie nobiliari, dai Brancaleoni ai Mattei, ai Lante della Rovere, ai Gentili. Nel 1832 Antuni si legò al nome dei Principi Del Drago ed ottenne il riconoscimento di principato per volere di Papa Gregorio XVI. È proprio a loro che è intitolato l’antico Castello del Drago, i cui resti fanno parte della vista del borgo.

La vicenda che però ha segnato il destino di Antuni, ed il repentino abbandono, fu uno sciagurato errore bellico durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il paesino fu bombardato dall’aviazione tedesca e irrimediabilmente danneggiato in molti edifici, civili e religiosi. Questo fatto costrinse gli abitanti a lasciare il borgo che finì man mano preda del tempo e del degrado, diventando un paese fantasma già negli anni ’50.

La straordinarietà di tutta l’area circostante risiede anche nella conformazione idrogeologica della zona: il lago del Turano è infatti un lago artificiale, nato per il riempimento della valle dopo la costruzione della diga che ne ha sbarrato il corso nel 1939 per scopi idroelettrici e di contenimento delle piene. Da quell’anno, l’intera geografia locale è cambiata, e la vita degli abitanti del luogo è stata stravolta, costringendoli a modificare le proprie abitudini ma soprattutto perdendo una gran parte delle fertili terre coltivabili della valle.

La storia recente di Antuni comincia a rifiorire dagli anni novanta, quando Antuni diventò di proprietà del comune di Castel di Tora. Iniziarono importanti lavori di restauro, per rendere il borgo visitabile e riportare in vita lo splendore dell’antico Castrum. Per anni, una parte degli edifici è stata destinata ad una comunità che oggi però ha lasciato il borgo.

Con i lavori di restauro sono stati riportati a nuova vita il Palazzo Del Drago, le mura difensive del borgo, e molti degli edifici abitativi. L’escursione guidata parte dall’ingresso dell’antico nucleo per poi passeggiare tra i vicoli di Antuni, affacciarsi sui belvedere presenti, curiosare tra il labirinto virtuale disegnato su uno dei giardini, visitare un piccolo museo di civiltà contadina custodito nelle sale del castello. Volendo allungare il trekking è possibile raggiungere anche l’eremo di San Salvatore, situato più in basso rispetto all’abitato e quasi sul livello del lago.

Per visitare Antuni è necessario rivolgersi all’associazione Camminando Con (https://www.facebook.com/CamminandoConValledelTurano/) dato che l’accesso al vecchio paese è vietato per motivi di sicurezza e chiuso da un cancello sul viale di accesso.

Proprio alla base della mulattiera che conduce ad Antuni è presente una area di sosta camper, chiusa purtoppo però da più di un anno ma che forse verrà riaperta, in ogni caso, sulla sponda opposta del lago del Turano, poco sotto l’abitato di Castel di Tora, è presenta un’altra area di sosta aperta.

Castel di Tora visto da Antuni

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