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Il Molise esiste! – Seconda parte

da Serena Fiorentino
89 letture tempo di lettura 5 minuti Panorama da Pietrabbondante

06 settembre 2022 Pietrabbondante (IS) – Agnone (IS)
Il vociare proveniente dal piccolo mercato settimanale si mescola al canto dei galli e al cinguettio degli uccelli. In macelleria ci tengono a farci assaggiare un pò di “salgiccia” (salsiccia aromatizzata con finocchietto selvatico e peperoncino e conservata sotto sugna nella “vescica di maiale”), all’alimentari ci propongono una treccia stracciata (latticino fresco a pasta filata) e al banco della frutta al mercato acquistiamo delle ottime pere. Una volta usciti dal corso principale che ci ha fagocitati per più di un’ora fra piccoli negozietti, bar e banchi di ambulanti, ci dirigiamo verso la “morgia della torre” e il sentiero “vicini al cielo”.

Morgia della Torre a Pietrabbondante

L’enorme bastione di pietra grigio cinereo domina l’intero abitato. Il paesaggio è mozzafiato, l’aria frizzante. più si sale più ci si sente sollevati da terra col cielo aperto sulla testa. La morgia riempie gli occhi e il cuore di meraviglia. Immutata, immobile, forte e maestosa, scalandola ci si ritrova a toccare l’azzurro con un dito, immersi nel cielo ma sempre saldi con i piedi sulla roccia: volare e restare! I grandi silenzi, l’imponente bellezza, gli spazi aperti e le cime maestose che svettano proiettate nel cielo, donano profonde radici ben salde e ali di farfalla pronte a spiccare il volo. La morgia della torre è una roccia capace di liberare emozioni uniche!

Quando torniamo in piazza siamo stanchi ma appagati, cotti dal sole ma felici. Vorremmo concederci giusto una pausa pranzo prima di andare a scoprire la zona archeologica sannitica con il Santuario Italico, il teatro, il tempio… Ma, al tavolino del bar, mentre sorseggiamo un caffè, il barista ci informa che il giorno di chiusura dell’area archeologica è il martedì. Oggi è martedì. Tutto ciò che avevamo tentato invano di visitare ieri era chiuso il lunedì e ciò che stiamo tentando di visitare oggi è chiuso il martedì. Nuovo cambio di rotta. Dopo pranzo si va ad Agnone.

“La varietà del paesaggio molisano è singolare; è terra senza riposo che talvolta, massime nella parte più alta, nel circondario di Isernia, ha qualcosa di convulso: una specie di tormento geologico raggelato in tempo immemorabile.” (Francesco Jovine)

Arriviamo ad Agnone giusto in tempo per l’apertura pomeridiana del Museo della pontificia fonderia di campane Marinelli. Ci immergiamo in una tradizione antica di 2500 anni; incontriamo l’ultima generazione di maestri fonditori che ripetono sempre uguali gli antichi gesti dei loro antenati. Ci addentriamo nei locali dell’industria più antica del mondo che fa grande Agnone fin dal medioevo. Un anziano fonditore ci racconta le complesse procedure utilizzate per realizzare questi oggetti artistici raffinatissimi. Impariamo cos’è l’anima, la falsa campana, il mantello, la tecnica della “cera persa” e concludiamo la visita al suono delle campane con un suggestivo passaggio attraverso l’attiva fonderia. La straordinarietà dell’antico mestiere perpetuato per secoli tra la stessa polvere, gli stessi arnesi, gli stessi aromi si percepisce forte ed è quasi commovente.

fonderia Marinelli ad Agnone

Siamo come in un luogo senza tempo, dove le lancette della storia sono ferme a mille anni fa e respiriamo a pieni polmoni la magia del suono profondo delle campane in bronzo. La fonderia ci assorbe talmente tanto che quando ne veniamo fuori è già sera. Aspetteremo domani per visitare il paese. Per oggi abbiamo già fatto il pieno di un Molise che esiste ed è stupendo!

(Area sosta camper comunale ad Agnone – un pò in pendenza – in via Giovanni Ziccardi 10 con servizi di carico e scarico ed energia elettrica a pagamento – 0,50€/h)

07 settembre 2022 Agone (IS) – Pescolanciano (IS)

Appena svegli ci incamminiamo verso il museo storico del rame. Agnone ha così tanto da offrire che non c’è tempo da perdere. La visita è molto più che un tuffo nella storia: è emozione, partecipazione e comprensione profonda di una attività umana che parla di sudore e sacrifici, ma racconta anche l’ingegnosità e il genio di un popolo che sulla lavorazione del rame ha costruito gran parte della sua ricchezza per lunghi secoli. Fra tine, conche, pentole e caccavi, scopriamo le tecniche e gli strumenti semplici usati per un mestiere complesso. I “cavalli”, la “panca”, il “palacciuolo” e le tenaglie “a becco di cigno” rendono la visita una vera immersione nell’arte che rese famosa Agnone in tutto il Regno di Napoli.


“I calderai di Agnone nella buona stagione girano tutti i paesi della regione e dove arrivano impiantano la loro officina all’aperto” (Viaggio nel Molise di Francesco Jovine, anno 1941).

Usciti dal museo, finalmente ci addentriamo nel centro storico, ma già dopo il secondo vicolo veniamo inviluppati nelle maglie di pergamena e pelle di mucca di un altro angolo magico di Agnone: la mostra permanente del libro antico, ospitata in quello che una volta fu convento francescano, poi divenuto sede del municipio e ancora Regia Scuola Tecnica e successivamente anche Scuola Media Statale.

Oltre 1400 volumi stampati nelle più importanti tipografie europee fra il 1512 e il 1830 costituiscono il patrimonio che le “Biblioteche riunite Comunale e B. Labanca” di Agnone mettono a disposizione del mondo degli studiosi e della scuola. All’ora di pranzo abbiamo già percorso quasi 9000 passi per un totale di circa cinque chilometri e mezzo. Questo paese ha ancora molto da offrire, ma altre mete ci aspettano. Chissà che non torneremo presto da queste parti per perderci ancora negli stretti vicoli del centro storico alla scoperta di qualche altra chicca bella e preziosa.

Arriviamo a Pescolanciano giusto in tempo per una birra e una partita a briscola al bar in compagnia della maggior parte degli anziani del paese. Passiamo in macelleria per una buona dose di carne da fare alla brace e, tanto che ci siamo, ci accaparriamo anche un bel caciocavallo da “appendere” sul fuoco. Il pic nic serale viene da sé. Raccogliamo un po’ di legna secca nel bosco; i tavoli e il barbecue li mette a disposizione il comune. Mentre tentiamo di accendere il fuoco conosciamo i pochi abitanti del paese che non avevamo già conosciuto al bar: un signore passa ad offrirci della legna secca, un’insegnante elementare si ferma col suo cagnolino a conoscerci e chiacchierare del più e del meno, una molisana trapiantata nella capitale si ferma per un bicchiere di Tintilia (vino molisano) in compagnia…


Ormai siamo assolutamente convinti: il Molise non solo esiste, ma è anche una regione dal cuore grande e capace di un’accoglienza straordinaria!

(Area sosta camper comunale a pagamento a Pescolanciano in via Garibaldi 104 con servizi di carico potabile e scarico, energia elettrica, barbecue e tavoli da pic-nic)

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