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Borghi e castelli della Val Mivola

da Redazione
65 letture tempo di lettura 5 minuti Trecastelli - foto G. Bacchiocchi

Nelle Marche, l’ideale unione delle valli del Misa e Nevola è diventato oggi un nuovo soggetto turistico: la Val Mivola, che riunisce in un unico network vocato al turismo ciò che da tempo la natura ha voluto far convivere e dialogare.
In provincia di Ancona, i due fiumi Misa e Nevola si incontrano in due fertili vallate che, digradando dalla montagna al mare, sono costellate da borghi millenari, natura rigogliosa e una costa sabbiosa.
Il fiume Misa, che nasce ad Arcevia nell’entroterra fino a sfociare a Senigallia nel mare Adriatico, incontra il suo cammino un affluente più piccolo, il Nevola che si forma fra Castelleone di Suasa e Barbara.
La Val Mivola rappresenta fedelmente uno spaccato e un concentrato della vocazione turistica delle Marche e le sue bellezze: gli Appennini in poco più di 40 km degradano dolcemente fino al mare, lungo il percorso un museo diffuso e un parco naturale allo stesso tempo, costellato da nove comuni – Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra De’ Conti, Trecastelli – ognuno con le sue specificità ma tutti accomunati dalla presenza di tesori d’arte, tradizioni tramandate e sapori antichi, per chi ama viaggiare seguendo il ritmo lento della natura, lontano dal turismo di massa.
Val Mivola (acronimo dei nomi dei fiumi MIsa e neVOLA) vuole rappresentare l’unione ideale e la comunità d’intenti di questi nove comuni pronti a mettere insieme bellezze e risorse per dar vita ad un network turistico eccellente, proponendo una pluralità di itinerari e differenti tipi di esperienze: dall’arte all’artigianato, dalla natura allo sport, fino all’enogastronomia, alla storia e alla devozione.

Arcevia

Si parte da Arcevia, l’antica Rocca Contrada incastonata negli Appennini, dove ammirare la Collegiata di San Medardo, passeggiare nel giardino botanico e godere di uno stupendo panorama fino al mare. La sua unicità risiede nei nove castelli che la circondano, antichi villaggi fortificati tutti da scoprire, una storia ricca di dominazioni e conquiste. Partendo da ovest si incontrano il piccolo Castello di Caudino e poi Palazzo che, tra continui saliscendi, ospita la chiesa dei Santi Settimio e Stefano, di origine tardobarocca. Proseguendo s’incontra il piccolo San Pietro in Musio, Nidastore, così chiamato poiché quasi irraggiungibile come il nido dei rapaci, e poi Loretello, uno dei più belli, con la cinta muraria ancora percorribile.

Castello di Loretello

E poi Montale, che vanta un bel camminamento di ronda, e Piticchio, che si distingue per la peculiare via coperta con affaccio panoramico. Castiglioni custodisce, tra altre bellezze, la Chiesa di Santa Maria della Piana, dalla facciata rettangolare. Conclude il tour il duecentesco borgo di Avacelli con i suoi possenti bastoni che si stagliano su boschi verdeggianti.

Serra de’ Conti

Scendendo a valle si incontra Serra de’ Conti, il cui centro storico ha una particolare conformazione che digrada con linee parallele di vicoli e vicoletti lungo il versante della collina. E poi Barbara, il più piccolo dei comuni di Val Mivola, con il suo Castello con un mastio sopraelevato chiamato “Il Torrione”, che fu conteso tra Guelfi e Ghibellini.

Ostra – foto S. Ramazzotti

Ostra – un tempo Montalboddo – con la sua cinta muraria lunga più di 1 km e la sua torre civica con i suoi 33 metri di altezza e Ostra Vetere – un tempo Montenovo – in cui si può ammirare la cupola e il campanile di Santa Maria di Piazza, gioiello del neogotico nelle Marche. C’è anche Corinaldo, uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue imponenti mura quattrocentesche perfettamente conservate e nel cuore del centro storico la “Piaggia”, la scalinata di cento gradini con al centro il celebre “Pozzo della Polenta”. Trecastelli con Monterado, il cui castello sorge sulle fondamenta di un’antica pieve dei monaci avellaniti dell’anno mille e Ripe con il suo nucleo castellano all’interno del borgo fortificato.

Corinaldo

L’itinerario tra i castelli si conclude idealmente a Senigallia con la sua Rocca Roveresca la cui struttura attuale è stata voluta da Giovanni della Rovere, signore di Senigallia e genero di Federico III da Montefeltro, duca di Urbino. Monumento contemporaneo, ma ugualmente iconico è la Rotonda a Mare, una delle sole due presenti in Italia, oggi centro polifunzionale per l’arte, la musica e lo spettacolo da cui si diramano i 13 km di sabbia finissima, chiamata spiaggia di velluto, che rappresenta anche una delle location del Summer Jumboree, il Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50, il più grande in Europa e secondo al mondo che si svolge da 23 anni a Senigallia.

www.valmivola.com

Senigallia – Rocca Roverasca

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