Spesso si confonde il significato di viaggio con tragitto. A dire il vero anche la lingua italiana non fa molta distinzione tra questi due termini. Ecco come vengono definite le due parole dal vocabolario Treccani:
Viaggio: L’andare da un luogo ad altro luogo;
Tragitto: Percorso da un luogo a un altro
Beh, in realtà esiste una leggera differenza in quanto il primo indica un movimento, mentre il secondo definisce una strada da percorrere.
Tuttavia il significato di viaggio è più complesso e più articolato di come lo si interpreta normalmente: compiere un viaggio non vuol dire semplicemente spostarsi, almeno nel contesto turistico, ma immergersi completamente nel luogo in cui si intende andare.
E’ una pratica difficile da assimilare e presuppone una certa qual preparazione. Innanzitutto bisognerebbe studiare la storia del luogo in cui si vuole andare perché questo ci fa capire molti aspetti della nostra destinazione. Lo stesso dicasi per la cultura e le tradizioni della gente che lo abita perché, oltre a farci comprendere meglio lo stile di vita, ci evita di dare giudizi frettolosi. Non sarebbe neppure male avere un’infarinatura della lingua locale, o perlomeno di una lingua comprensibile a molti. E’ sorprendente scoprire quanto sia più piacevole la vita e quanti malintesi si possono evitare quando si riesce a comunicare. Recentemente ho avuto una discussione con una signora la quale asseriva che con l’intelligenza artificiale non è più necessario conoscere le lingue. E’ certamente vero se ci si limita alle informazioni di sopravvivenza, ma se si vuole entrare nell’anima della popolazione locale, è assolutamente necessario poter comunicare nel senso più lato del termine.

Ultimo, ma non meno importante è la conoscenza della cucina locale. Quante volte abbiamo sentito persone che al ritorno di un viaggio dicevano “come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte”. Sono leggende metropolitane e pregiudizi che si potrebbero tranquillamente evitare se ci fosse una conoscenza dei piatti della tradizione culinaria locale. Certamente vi sono piatti che non ci piacciono, ma se si conosce a priori quest’alimento, si evita di prenderlo. Anche nel nostro paese abbiamo lo stesso problema. Io, per esempio, non sopporto piatti che contengono frattaglie.
Non intendo con questo scritto fare di ogni viaggiatore un Marco Polo, ma solamente evitare che il viaggio, nel suo significato più ampio, diventi una delusione. Se anni fa era difficile documentarsi a fondo sulla località prescelta, oggi con internet esiste la possibilità di avere tutte le informazioni indispensabili per il buon successo della vacanza. Viaggiare costa ed è quindi assai meglio che l’investimento sia proficuo.
Buon viaggio a tutti