Ci risiamo! Inizia la bella stagione e ricominciano le battaglie tra comuni e camperisti. Questa volte ad essere messo sulla graticola è il comune di Alghero,
Secondo un post della Gazzetta Sarda a firma di Pasqualino Trubia, il presidente della Commissione Ambiente del Comune invoca sbarre elettroniche per difendere l’area portuale. A Calabona invece i residenti denunciano l’occupazione selvaggia dei terreni che la Regione aveva destinato alla tutela paesaggistica.
Sempre secondo il succitato post, la sosta selvaggia del turismo itinerante stringe Alghero in una morsa di degrado che unisce il centro cittadino alla periferia meridionale. All’interno dell’area portuale gli spazi comuni sono stati trasformati in parcheggi a cielo aperto dove i camperisti allestiscono veri e propri campeggi abusivi, piazzando tavolini, sedie, verande improvvisate e fili per stendere il bucato a ridosso delle barche.
Fin qui niente di nuovo sotto il sole: tutti gli anni alcuni maleducati, completamente a digiuno per quanto riguarda le regole del vivere civile, gettano discredito su tutta la categoria degli amanti dell’abitar viaggiando, inducendo le amministrazioni comunali a far di ogni erba un fascio con conseguente divieto di accesso ai camper.
Nel caso specifico di Alghero, il presidente della Commissione Ambiente del Comune,Christian Mulas, invoca, a torto o a ragione, l’installazione di sbarre elettroniche dotate di fotocellula o sistemi per la lettura delle targhe in modo filtrare gli accessi all’area portuale, garantendo il passaggio esclusivamente ai residenti e alle persone autorizzate.
Io non so se questo provvedimento sia legale o meno, probabilmente qualche associazione di camperisti riuscirà a a far eliminare il divieto, ma come sappiamo, fatta la legge, trovato l’inganno ed al di là delle sentenze, spetta sempre al sindaco l’ultima parola.
Ho letto molti commenti di colleghi camperisti, la maggior parte dei quali di critica verso il comune di Alghero. Questo a parer mio è una approccio completamente sbagliato perché, come al solito, non si condannano i colpevoli, ma coloro che cercano di far rispettare le leggi.
Il camperismo in questi ultimi anni ha assunto una connotazione molto diversa dalla sua nascita, quando pochi pionieri avevano scoperto un modo che consentiva loro di vivere a contatto della naturanel pieno rispetto della stessa, ovvero uno stile di vita. Oggi il numero di mezzi in circolazione è aumentato in modo esponenziale e, sulla quantità di persone che li utilizzano, la maleducazione è fisiologica, per cui è estremamente necessario che vi siano norme a regolamentarne l’uso. Tuttavia, non si può chiedere ai comuni di essere selettivi ed di intervenire chirurgicamente. Immaginate quanto verrebbe a costare un’operazione simile? Telecamere, personale dedito esclusivamente a questa attività. A un comune costa meno proibire totalmente l’accesso ai camper. Sta quindi a noi, amanti dell’abitar viaggiando, educare i nostri colleghi indisciplinati e, se il caso, segnalarli. Certo non cosa semplice, ma se vogliamo ancora godere della sosta in piena libertà, saremmo costretti a farlo. L’alternativa qual è? Sbarre limitatrici od aree sosta a pagamento.