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Il veicolo ricreazionale è ancora sinonimo di flessibilità?

Riflettiamoci bene

da Roberto Serassio
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Quella sulla flessibilità dei veicoli ricreazionali, siano essi roulotte o camper, è una domanda che mi faccio spesso e la risposta è si; il mezzo in se stesso ha un potenziale di flessibilità altissimo, ma purtroppo gli utilizzatori e le varie strutture di accoglienza stanno via via inficiando questa sua prerogativa.
Mi spiego meglio: i campeggi, che una volta fungevano da porto sicuro ed erano dotati esclusivamente dei servizi essenziali, oggi sono diventati dei veri e propri villaggi vacanze, con animazione, parchi acquatici, spa ed altre attività per il divertimento degli ospiti, generando un aumento della clientela. Questo fenomeno, in aggiunta all’inserimento di case mobili e bungalows che sottraggono spazio ai veicoli, hanno fatto sì che non sia più possibile arrivare nella struttura insalutato ospite. Ci vuole la prenotazione, altrimenti non si trova posto. Questo significa doversi legare ad una data precisa, con il rischio di non poter arrivare in caso d’imprevisti, perdendo anche la caparra.

La stessa cosa succede con le aree sosta. All’inizio della storia dei camper ci si accontentava di un parcheggio sicuro, con i servizi essenziali per questo tipo di struttura, vale a dire scarico acque grigie, scarico cassette WC e carico acqua. Per le altre esigenze si utilizzavano i servizi del camper. Oggi la situazione è cambiata ed i camperisti sono diventati più esigenti, vogliono l’elettricità, le docce, i servizi igienici, la zona lavaggio piatti ed altri servizi per rendersi comoda la vita. Questo però comporta un aumento dei prezzi ed un sovraffollamento delle strutture che forniscono queste comodità, per cui diventa necessaria la prenotazione con gli stessi rischi della prenotazione in campeggio.

È vero che il fenomeno raggiunge il picco massimo durante il periodo canonico della vacanze o dei ponti festivi, ma l’appetito vien mangiando e molto spesso certe strutture pretendono la prenotazione anche fuori stagione. Ci sono poi delle realtà che non si accontentano di questa, ma pretendono anche un periodo minimo di permanenza.
La vita comoda piace a tutti, però va anche detto che i mezzi ricreazionali di oggi sono dotati di moltissime comodità, per cui vale veramente la pena di spendere ciò che costano e poi pagare cifre importanti nelle strutture per risparmiarsi qualche leggera fatica?
Ai posteri l’ardua sentenza

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