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Allgovia mon amour

da Redazione
34 letture tempo di lettura 15 minuti Stoccarda Neues_ Schloss (foto Julian Herzog)

A cura di Roberto Serassio

Questo viaggio, la cui lunghezza, escluso il tragitto di avvicinamento al punto di partenza e di ritorno, è di circa trecentocinquanta chilometri, ci porterà a visitare la la regione dell’Allgovia, Allgäu in tedesco. Un viaggio che coniugherà storia e natura in quanto visiteremo delle bellissime città, situate in un contesto naturalistico eccezionale. In questa parte della Germania non esistono molte autostrade e pertanto i tempi di trasferimento potrebbero essere dilatati. Non crediamo tuttavia che questo possa essere un male, anzi, viaggiando su strade secondarie, si avrà l’opportunità di gustare paesaggi che non sempre le strade a grande scorrimento ci permettono di vedere e poi, sull’economia di una vacanza, non crediamo che qualche ora in più di percorrenza ci possa creare dei problemi. In ogni caso suggeriamo di prevedere un soggiorno di almeno quindici o venti giorni in Germania.
Chi lo desidera può continuare il viaggio in terra svizzera e visitare le cittadine di Sciaffusa, con le cascate del Reno e San Gallo, con la sua abbazia.

Iniziamo le visite da Kempten, la romana Cambodunum, che proprio per questo ha indotto gli archeologi a considerare la città come uno degli insediamenti urbani più vecchi della Germania, infatti già nel cinquanta a.C., Strabone citava nei suoi scritti un villaggio di Celti, noto come Kambodunon.
Situata sul fiume Iller, è diventata, nel tempo, una delizia per il turismo con più di duemila anni di storia e di magnifica architettura dalle influenze romane e francesi, intrecciate tra di loro nel tessuto urbano. Il maestoso Burghalde, il castello che domina il centro storico dalla sua collina, ci racconta storie della sua presenza, dalle origini ai giorni nostri, mentre invece una passeggiata lungo la Ankergässele ci riporta al XV secolo, quando ancora la città era cinta da mura. La magnifica piazza del municipio, con l’edificio comunale a fare da attore protagonista e la zona pedonale della Klostersteige, con le sue abitazioni del XVIII – XIX secolo e lo Schlössle, prestigioso edificio residenziale del 1593 sono sufficienti per catturare la nostra attenzione per ore.

Kempten Basilica di San Lorenzo

Così come sono sufficienti la Kronenstraße con le sue case del XVIII secolo, dalla facciate barocche e la residenza dei principi abati, monastero benedettino dal secolo VIII al 1803 che ci colpisce con la sala dei principi, ricca di stucchi e le sale di rappresentanza con straordinari arredi rococò. Non parliamo poi della Stiftsstadt, un dedalo di stradine su cui si affacciano edifici storici con le tipiche travature a vista e la Fürstenschule, costruzione con timpano a volute, edificata nel 1750 per scopi amministrativi. Quasi dimenticavamo l’Orangerie, costruita nel 1780 a delimitare il giardino di corte e oggi sede della biblioteca cittadina e le Marstall, le scuderie del 1730 che ospitano due sezioni del Museo Nazionale Bavarese: il museo alpino e la galleria della regione alpina. L’Allgäu Museum, ospitato in quello che fu il deposito dei cereali, è dedicato alla storia della città e copre un lasso di tempo piuttosto ampio che va dalla fondazione di Kempten ai giorni nostri. Coloro che invece sono particolarmente interessati al passato romano, potranno visitare il museo situato nella Zumsteinhaus o il parco archeologico Cambodunum, mentre invece gli appassionati di architettura religiosa saranno certamente colpiti dalla Basilica Minore di San Lorenzo, la cui costruzione fu avviata nel 1652 e il cui interno possiede un coro con gli stalli finemente intagliati e rari intarsi a scagliola; dalla chiesa gotica di San Mango, del 1426 – 1428 con il suo campanile alto sessantasei metri e dalla cappella medievale di Sant’Erasmo. Nella piazza di San Mango si possono ammirare altre costruzioni di sicuro interesse come il Mühlberg Ensemble, gruppo di case medievali, sia in pietra che con travature a vista e la Rotes Haus, edificio costituito dall’unione di due case di epoca tardo medievale con frontone unico aggiunto nel 1730 e pregiata arcata barocca in ferro battuto.

Numerosi sono anche gli eventi che caratterizzano la città, come l’annuale settimana dedicata al jazz di alta qualità a cui prendono parte artisti di fama internazionale. Purtroppo la manifestazione ha luogo alla fine di aprile e quindi non alla portata di tutti a causa del periodo lavorativo. Un altro evento importante è l’annuale festival dell’Allgovia con fiere commerciali, un ricco programma culturale, sportivo e con manifestazioni della tradizione locale. Tre settimane in dicembre sono dedicate al tradizionale mercato natalizio, il più grande della regione.
Poiché l’Allgovia è terra di pastorizia e quindi di buoni latticini, gli appassionati potranno trovare in Kempten un tipo di formaggio erborinato chiamato Cambozola. Il suo nome sta a significare che è un’imitazione del gorgonzola, prodotta a Cambodunum. Pur non avendo raggiunto il livello qualitativo della nostra, osiamo dire che non è poi così male. Alcuni anni fa era acquistabile anche in Italia, mentre oggi sembra essere sparito.

Usiamo per l’ultima volta l’autostrada A7 per raggiungere Memmingen, cittadina della Bassa Allgovia di circa quarantamila abitanti, ancora oggi sommersa dal suo glorioso passato che si condensa nelle porte delle antiche mura e nell’architettura medievale, visibile ovunque e resa ancora più splendida dalla cerchia delle Alpi dell’Allgovia che si stagliano all’orizzonte. Il suo centro storico, non toccato dalle distruzioni dell’ultimo conflitto mondiale e quindi non sottoposto a restauri che l’avrebbero snaturato, è certamente affascinante con le mura di difesa, le sue dieci porte, le torri di guardia, i suoi edifici e le sue pittoresche viuzze a cui lo Stadtbach, un fiumiciattolo che scorrendo al loro fianco, ne accresce ulteriormente il fascino. In tutte le città tedesche la Marktplatz è la piazza principale e ospita quasi sempre il municipio. Memmingen non rinnega questa tradizione e ostenta un municipio rinascimentale a più piani costruito nel XVI secolo con due torri frontali che arricchiscono ulteriormente la già elaborata facciata.

Memmingens (foto Thomas Mirtsch)

Alla sinistra dell’edificio comunale si trova la Steuerhaus del 1494 – 1495, splendidamente affrescata, mentre la Grosszunft chiude la piazza del mercato verso est. Si tratta di una costruzione di tre piani risalente al 1718 – 1719 che veniva usata come gilda dai patrizi di Memmingen. Altri edifici civili importanti sono la Siebendächerhaus, una costruzione la cui architettura elaborata le è valso il nome di casa dai sette tetti, il Salzstadel o deposito del sale, costruito tra il 1470 ed il 1474 e considerato il più grande deposito del genere in Europa, infatti la sua lunghezza è di oltre cento metri. Il Kramerzunft, la vecchia gilda dei commercianti è un altro edificio che merita la considerazione del visitatore. Viene anche chiamato la casa dei dodici articoli perché nel 1525, durante la guerra tra i contadini e la lega sveva, i primi si riunirono appunto a Memmingen nel Kramerzunft per deliberare le loro richieste che si concretizzarono in dodici articoli. Ultima, ma non per importanza, è la casa di appuntamenti medievale, recentemente restaurata. Si trova vicino alle mura cittadine e al luogo dove sorgeva la residenza del boia che, essendo un reietto come le prostitute, doveva vivere in un luogo isolato dal resto delle abitazioni.
La città possiede alcuni edifici religiosi molto famosi in Allgovia. Cominciamo con la chiesa di San Martino, costruita nel 1325 in puro stile gotico, possiede un coro vecchio di oltre cinquecento anni ed è il principale luogo di culto della diocesi evangelica luterana di Memmingen. Il monastero dell’Antoniterkloster risale al 1214 e nel 1392 fu iniziata la costruzione dell’annesso ospedale. Restaurato nel 1996, è oggi uno dei più grandi e meglio conservati edifici di questo genere, mentre la chiesa luterana di Unser Frauen, edificata nel XIII secolo, è forse la più antica della città e la sua notorietà deriva dagli splendidi affreschi del XV e XVI secolo.

Il monastero del Kreuzherrenkloster risale al XIII secolo, mentre l’annessa chiesa, causa un incendio che la distrusse nel 1477, fu ricostruita in stile tardo gotico negli anni che seguirono, ma l’interno fu nuovamente ricostruito in stile barocco nel 1709 che arricchì il soffitto con stucchi e affreschi, così come lo vediamo ora.
Memmingen è ricca di aree verdi in quanto il fossato che circondava le mura fu prosciugato, riempito con terra e piantumato con alberi secolari. Oggi i parchi così costruiti sono nove e ogni singolo parco porta il nome del bastione, del fossato, della torre o della porta che si trovava in quel luogo specifico.
La cultura è molto importante per gli abitanti di questa bella città e numerosi sono i suoi musei. Il più grande è quello cittadino sito nell’Hermannsbau che esibisce collezioni relative alla storia di Memmingen e con una sezione dedicata alla comunità ebraica sino al 1939. L’Antoniter e Strigelmuseum nell’Antoniterkloster presenta una serie di sculture ed incisioni in legno della famiglia Strigel , mentre il Me – Wo Kunsthalle possiede pitture di pittori locali e organizza mostre temporanee di altri artisti.

Anche la vita teatrale di Memmingen è molto antica: le prime rappresentazioni risalgono addirittura al medioevo. Oggi la città possiede due teatri: il Landestheater e il Parterretheater in Künerhaus.
Ogni anno, nel mese di luglio, si celebra la festa del Fischertag o giorno del pescatore. E’ l’occasione per ricreare tutte le tradizioni medievali, con figuranti rigorosamente in costume, mentre ogni quattro anni viene rievocata la visita, nel 1630, del generalissimo Albrecht von Wallestein alla città. Oltre quattromilacinquecento figuranti in costumi recitano la storia di Memmingen con spericolati tornei equestri, acrobazie di saltimbanchi e combattimenti tra truppe nemiche. A questi avvenimenti fanno corona un mercato d’artigianato d’epoca ed un teatro all’aperto.

Ci inoltriamo ora nel territorio del Baden – Württemberg per andare a visitare l’abbazia di Rot an der Rot che fu il primo monastero premonstratense di tutta la Svevia. La struttura, iniziata nel 1126, su di una altura tra le valli dei fiumi Rot e Haslach e, con la sua chiesa dedicata a Santa Verena, è un’importante tappa sulla “Strada Barocca dell’Alta Svevia”. Nel 1481 un incendio distrusse gran parte del monastero che però venne ricostruito e i lavori terminarono nel 1509.

Abbazia Rot an der Rot

L’abbazia venne nuovamente distrutta da un incendio nel 1681 per cui venne ricostruita in stile barocco con una serie di restauri che durarono sino al 1698. Tra il 1777 ed il 1786 le fu affiancata la neoclassica chiesa di Santa Verena che sostituì la precedente, demolita dall’abate Mauritius Moritz contro il volere dei monaci. L’interno venne decorato con dipinti e stucchi e venne installato il maestoso organo, iniziato nel 1792 e terminato l’anno seguente. Nel 1725 venne inoltre istituita la grande biblioteca che fonti di allora dicono ricca di settemila volumi, quasi tutti andati persi con la dissoluzione dell’abbazia avvenuta nel 1803. Attualmente il monastero accoglie una casa di rieducazione, dedicata a San Norberto e gestita da quegli stessi monaci premonstratensi che la fondarono.
Purtroppo la casa di rieducazione può essere visitata solamente su prenotazione, mentre la chiesa e gli esterni del monastero si possono vedere in qualsiasi momento e vi garantiamo che ciò che vedrete giustifica ampiamente la deviazione che vi invitiamo a fare.

Ci addentriamo ulteriormente attraverso il magnifico paesaggio del Baden – Württemberg e raggiungiamo Biberach an der Riss che, come dice il nome, è posta sulle rive del fiume Riss. La città è certamente un centro di cultura con i suoi tre musei e la qualità dei suoi eventi culturali, ma è soprattutto una calamita per i turisti, grazie al suo centro storico dall’architettura medievale, perfettamente conservata in virtù anche delle ottime risorse finanziarie a disposizione dell’amministrazione comunale. Biberach ha una disoccupazione molto bassa, principalmente dovuta al potenziale industriale e commerciale della zona che rende i suoi abitanti e, di conseguenza se stessa, prosperosi. Tutto questo si traduce in un offerta turistica ideale, che non si limita ai monumenti, ma anche ai negozi e boutique specialistiche che non trovano eguale in nessun centro commerciale o ai bar, birrerie, pub e ristoranti multietnici.
Tuttavia, visto che siamo dei perfetti viaggiatori, dobbiamo prima pensare a rifocillare la mente e lo spirito, semmai dopo penseremo al nostro corpo. Partiamo quindi per la visita della città e dei suoi monumenti dalla piazza del mercato con il municipio, le residenze patrizie, la fontana, le due torri e la chiesa di San Martino. Quest’ultima fu costruita tra il 1320 ed il 1370 in stile gotico e trasformata in chiesa barocca, così come la vediamo ora, nel 1746. L’edificio viene usato, dal 1548, da più confessioni, così da essere chiamata chiesa simultanea.

Biberach an der Riss

La Magdalenenkirche fu edificata nel 1404 come cappella per gli infermi e fu il luogo in cui germogliò la riforma protestante in Biberach. Oggi viene utilizzata come chiesa del cimitero cattolico.
L’ospedale dello Spirito Santo è il più grande complesso architettonico del centro storico. Venne fondato a metà del secolo XIII come fondazione di carità e ristrutturato all’inizio del XVI secolo. Oggi ospita il Braith – Mali – Museum ed esibisce una ricca collezione di dipinti di questi due pittori e lavori del gioielliere barocco Johann Melchior Dinglinger.
Tra gli edifici a carattere civile citiamo la Ulmer Tor del 1365, ultima porta rimasta del sistema difensivo medievale e il Salzstadel, il deposito del sale, che, con la sua cantina del 1513, si trova in Kapellenplatz luogo che raggruppa anche altre costruzioni storiche.
Il centro di cura Jordanbad venne menzionato come ospedale termale già nel 1470, oggi è invece un moderno complesso wellness, comprensivo di hotel a quattro stelle di proprietà della fondazione cattolica di Santa Elisabetta.
Il Weissgerberwalkmühle, costruito nel 1699, è il più antico mulino attivo per la follatura e ancora oggi il cuoio vi viene lavorato seguendo le vecchie tradizioni.
Il Weberberg è uno degli ultimi insediamenti medievali di artigiani tessitori in Germania ed è un punto focale della visita di Biberach. Si dice che agli inizi del XVI secolo vi fossero circa quattrocento telai localizzati lungo questa strada e che un quarto della popolazione vivesse grazie alla tessitura. Oggi i tessitori sono stati sostituiti da vasai, scrittori, designers, architetti e sarti. Il più antico edifico di Biberach, risalente al 1318 e quindi una delle più vecchie costruzioni della Germania del sud, ospita il Webermuseum, il museo della tessitura nel quale viene evidenziata tutta la filiera di quest’arte: dal seme alla fibra e dalla fibra al tessuto.
Tra i tanti eventi di Biberach citiamo il festival del mondo del cinema tedesco, che ha luogo ogni anno ad inizio novembre e la Schützenfest, un festival di tradizioni folkloristiche che si tiene annualmente nel mese di luglio. Si tratta di una manifestazione semi religiosa con origini che datano al 1650 ed è una delle più grandi della Germania del sud. Una parata, a cui partecipano migliaia di persone in splendidi costumi, copie perfette dei vestiti originali e più di trecento cavalli, rievoca la storia della città dalle sue origini fino all’epoca di Ottone Bismarck.
Visto che siamo stati virtuosi ed abbiamo diligentemente visitato tutto quello che c’è di bello da vedere in città, possiamo dedicarci ad attività più prosaiche come lo shopping o un buon pasto, per cui concludiamo dicendo “buon appetito”.

L’itinerario punta ora verso nord con la strada 465 in direzione di Ulm, famosa città del Baden – Württemberg, posta alla confluenza dei fiumi Blau e Iller con il Danubio, ad un’altitudine di circa quattrocentottanta metri. Le sue origini risalgono all’anno 850 per cui il suo passato è ricco di storia e di tradizioni che potremo ammirare nella sua architettura medievale. La parte più antica si estende sulla riva sinistra del Danubio, mentre la sua gemella Neue Ulm è situata sulla riva destra, proprio di fronte al centro storico. Curiosamente, quest’ultima, benché fino al 1810 facesse parte della sua sorella maggiore, oggi appartiene allo Stato Federale della Baviera. Nel 1944 Ulm fu sottoposta ad un pesante bombardamento da parte delle forze alleate e, in conseguenza di ciò, lo 80% della città medievale fu distrutta, pertanto gli edifici che ammireremo sono stati completamente ricostruiti. Questo non toglie certamente fascino alla città, anzi forse addirittura lo accresce, visto che gli architetti che l’hanno ricostruita hanno saputo armonizzare il passato ed il moderno in modo per niente stridente, per cui lasciamo da parte i pregiudizi e facciamo una full immersion nella sua atmosfera.

Ulm panorama (Franzfoto)

Due sono le cose che caratterizzano maggiormente Ulm e sono conosciute dal mondo intero: Albert Einstein, che qui vi nacque nel 1879 e il Duomo che, in questo caso, non va interpretato come sinonimo di Cattedrale dato che la città non è mai stata sede vescovile. Poiché questa non è la sede per parlare dell’illustre fisico, premio Nobel, ci limiteremo a parlare di questa chiesa gotica, considerata come l’edificio religioso più alto del mondo: il suo campanile raggiunge la considerevole altezza di 161 metri.
Consigliamo quindi la salita in cima solamente a coloro che sono allenati, anche in considerazione del fatto che l’ultimo tratto di scala è a chiocciola e appena sufficiente al passaggio di una persona non troppo robusta. E’ vero che di lassù si gode di un panorama mozzafiato su Ulm, su Neue Ulm e, in giornate particolarmente serene, sulle Alpi, ma è anche vero che la salita è molto pesante e stancante, pertanto è saggio non correre rischi. La posa della prima pietra fu fatta nel 1377 e nel 1405 fu consacrata con un tetto provvisorio. Nel 1531, con un referendum, i cittadini di Ulm decisero di convertirla in chiesa luterana. Nel 1543, tuttavia, i lavori di costruzione furono sospesi per cause diverse. Ripresi solamente nel 1817, furono finalmente completati nel 1890. L’interno dell’edificio è molto ricco e presenta delle opere che vanno dal tardo medioevo sino al XX secolo. In particolare ci piace ricordare gli stalli del coro del XV secolo, ricchi di sculture e le vetrate dell’abside del XIV e XV secolo raffiguranti scene bibliche e l’altare principale del XVI secolo che esibisce figure della Sacra Famiglia e dell’Ultima Cena.
Il municipio, posto, com’è consuetudine in terra tedesca, sulla piazza del mercato, fu costruito nel 1370 e a metà del XVI secolo la facciata fu affrescata con colori brillanti e sul timpano venne installato un orologio astronomico.

Il Krone Inn è un complesso di case medievali del XV e XVI secolo, usate per ospitare la corte degli imperatori tedeschi durante i loro viaggi in città. Nello stesso complesso si possono trovare numerosi depositi medievali e rinascimentali che venivano usati per lo stoccaggio di derrate alimentari o armi, come la Schwörhaus, la Kornhaus, il Salzstadel, il Büchsenstadel.
Il Fischerviertel è un vecchio quartiere di pescatori, sul fiume Blau, con diverse case a graticcio, stradine lastricate a pietre e pittoreschi ponticelli pedonali. Tra i suoi edifici più famosi ricordiamo la Schiefes Haus, una casa del XVI secolo ora trasformata in albergo e la Alte Münz, la vecchia zecca, ampliata nel XVI e XVII secolo in stile rinascimentale.
Il Grüner Hof è un complesso architettonico del 1380, situato in Donaustraße. Contiene un piano terra abbassato, completamente ricoperto da dipinti, che serviva come sala per le feste. Nelle vicinanze si potrà pure visitare un ramo ausiliario del chiostro di Ochsenhausen, costruito nel 1495.

Lo Zeughaus è un grande complesso che si trova alla periferia del centro cittadino. Le sue origini sono antecedenti al 1433, anno in cui fu menzionato per la prima volta. Purtroppo l’arsenale fu gravemente danneggiato nel 1945, tuttavia i suoi resti ci danno un’idea di quanto doveva essere grande la costruzione.
Abbiamo lasciato per ultima cosa la Metzegerturm o torre dei macellai non perché sia da trascurare, ma per questioni logistiche. Costruita nel 1349, faceva parte della cinta muraria della città. La sua caratteristica pendenza è dovuta, secondo la leggenda, ai macellai che, imprigionati perché mettevano segatura nelle salsicce, si rannicchiarono tutti in un angolo provocando così la pendenza. In realtà la torre pende perché costruita su terreno paludoso.
Ulm possiede tre memoriali che vogliono ricordare alcune persone che hanno caratterizzato la città. Il primo non può essere che dedicato ad Albert Einstein, il secondo è invece stato costruito in memoria di Sophie e Hans Scholle, attivisti del gruppo antinazista della Rosa Bianca, simbolo della ribellione non violenta al terzo reich. Nel 1943 i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte. Il terzo è dedicato a coloro che hanno disertato dalla Wehrmacht durante il secondo conflitto mondiale.
Ulm è altresì una città di scienza e di cultura, in quanto è sede di una Università, fondata nel 1967, specializzata in materie scientifiche come le scienze, la medicina, l’ingegneria, la matematica e le scienze economiche. E’ anche sede dell’Università di Scienze Applicate e della Scuola di Design e di un Giardino Botanico
La sua vita culturale è invece caratterizzata dall’Ulmer Museum, situato nella Marktplatz che ospita un’interessante collezione di arte antica e moderna e dal Museum der Brottkultur o museo del pane, situato in Salzstadelgasse. Il museo, oltre ad essere centro espositivo, è anche sede di ricerca internazionale su grano, cereali e simili.
A portare ulteriore vitalità alla cultura cittadina concorrono anche una biblioteca pubblica, un teatro che può rappresentare indistintamente drammi, commedie, opere e balletti e un’orchestra filarmonica professionale.

Wiblingen Abbazia (foto Ekki01)

A cinque chilometri da Ulm si trova il complesso abbaziale benedettino di Wiblingen, fondato nel 1701 e che fa parte del circuito svevo del barocco. Il clou dell’abbazia è costituito dalla chiesa cattolica di San Martino, elevata al rango di Basilica Minore nel 1993 da Giovanni Paolo II. Il suo interno, riccamente decorato, è un mix ben equilibrato di neoclassicismo e tardo barocco. La biblioteca, completata nel 1744, è uno dei più famosi edifici rococò della Germania meridionale con soffitti affrescati da Franz Martin Kühn. Ambedue queste costruzioni sono aperte al pubblico, così come è aperto il museo abbaziale, mentre invece l’ala nord ospita la Scuola di Documentazione Medica dell’Università di Ulm e l’ala sud è invece stata trasformata in casa di riposo.

Blaubeuren si trova a sedici chilometri ad ovest di Ulm e noi ci andiamo per due ragioni: la visita della sua abbazia e per vedere le sorgenti del fiume Blau.
Il monastero fu fondato nel 1085 dal conte di Rück e Tübingen come casa dell’Ordine Benedettino, ma nel 1535, durante la riforma protestante, i monaci furono espulsi, salvo un loro breve ritorno tra il 1549 e il 1562. Oggi l’abbazia ospita un seminario protestante con relativo collegio, mentre la chiesa è stata profanata, anche se le sue opere più importanti, come l’altare maggiore, le cappelle laterali e l’architettura gotica sono state restaurate.

monastero a Blaubeuren (Franzfoto)

L’attrattiva principale di Blaubeuren è comunque la sorgente del fiume Blau, chiamata in tedesco Blautopf. Si tratta di una pozza d’acqua profonda ventun metri di un blu straordinario, dovuto alle proprietà chimiche del calcare presente. Essendo una risorgiva carsica, la sua portata dipende molto dalle piogge che si riversano sulla regione, anche se in realtà non si asciuga mai completamente.
Con il trascorrere dei millenni, le acque sotterranee hanno creato, nella zona, un enorme sistema di caverne come la Blauhöhle, scoperta nel 1985 e l’Apokalypse, scoperta nel 2006. Mentre la Blauhöhle è completamente sommersa per una lunghezza di millecinquecento metri, l’Apokalypse è invece asciutta. L’entrata a queste grotte, dopo alcuni incidenti mortali, è solamente permessa a gruppi di speleologi scientifici e a unità di salvataggio. Chi ha già avuto occasione di visitare la risorgiva di Fontaine de Vaucluse, nel Luberon, forse non sarà sorpreso come chi si accosta per la prima volta a questo fenomeno. Si tratta tuttavia di uno spettacolo naturale molto interessante e, siamo più che certi che sarà apprezzato dai visitatori. Prima di lasciare definitivamente il villaggio consigliamo ancora di visitare l’antico mulino ad acqua, ora museo della tecnologia molitoria nei secoli, l’ospedale dello Spirito Santo del 1420, ricco di edifici a graticcio e la parrocchia protestante del 1343.

Nuertingen (foto BMK)

Nürtingen, che raggiungiamo con la strada 465, è un’altra piacevole sorpresa in questo nostro viaggio attraverso il Baden – Wurttemberg. Situata sul fiume Neckar, è stata menzionata per la prima volta nel 1045 in un documento nel quale si dice che Enrico III donò Nürtingen al capitolo della città di Speyer.
Il centro storico, situato sul fianco di una collina che ci regala una splendida vista sul fiume e sulla valle sottostante, è costellato da numerose case a graticcio e da edifici barocchi che andiamo prontamente a visitare. Il tour inizia dalla chiesa parrocchiale di St. Laurentius che, per oltre cinquecento anni, ha caratterizzato, con la sua presenza, la collina dello Schlossberg. L’attuale edificio gotico fu costruito negli ultimi trent’anni del XV secolo, mentre nel XVII e XVIII secolo si aggiunsero tre basse torri, complete di scale a chiocciola, per dare accesso alle gallerie ed al campanile. Quest’ultimo ha ospitato sino al 1947 l’alloggio del guardiano della torre e il tesoro cittadino. Oggi è stato trasformato in biblioteca contenente libri rari appartenuti alla chiesa, all’antica scuola di grammatica ed al vecchio ospedale.
Proseguendo nella visita troviamo il Salemer Hof, costruito nel XIII secolo dai monaci cistercensi come ospedale. L’edificio è stato opera di un accurato restauro nel 1984 – 1987 che ha riportato al primitivo splendore i graticci del 1483. Proprio di fianco alla chiesa, che abbiamo visitato precedentemente, troviamo la costruzione tardo barocca della scuola di latino che, fondata nel 1481, fu una delle prime della regione e più avanti il municipio del 1476 la cui mole domina la Marktstraße. Ampliato tra il 1987 e 1991, l’edificio medievale presenta una mescolanza di stili che lo rende particolarmente gradevole e leggero.
La Blockturm faceva parte delle fortificazioni medievali della città e rafforzava l’angolo sud est delle mura del 1354, assolvendo anche alla funzione di carcere.
La Schillerplatz che troviamo seguendo l’antico perimetro delle mura, è il luogo di incontro degli abitanti di Nürtingen. E’ una piazza che sa armonizzare il passato con il moderno e che praticamente costituisce il cuore pulsante della città con i suoi bar all’aperto, i suoi negozi e gli edifici di banche ed assicurazioni. La Kreutzkirche si trova a pochi passi dalla Schillerplatz e la si raggiunge seguendo sempre il perimetro delle preesistenti mura. Costruita nel 1455, fu rinnovata, negli anni ottanta del secolo scorso, donandole un carattere completamente diverso. L’ultima visita che effettueremo è dedicata al vecchio ospedale di carità, costruito nel 1526. Distrutto da un incendio nel XVIII secolo fu completamente ricostruito e oggi ospita l’Istituto Superiore di Qualificazione Professionale.

Ci avviamo ora a visitare Stoccarda, la capitale dello Stato Federale del Baden – Württemberg e giro di boa di questo itinerario nel sud della Germania.
Benchè non si possa definire monumentale nel senso stretto della parola, la città si presenta piacevole e certamente affascinante per i molteplici aspetti che la caratterizzano. Parchi, musei, teatri, architettura antica e moderna, negozi e boutique, zone pedonali, vigne e stabilimenti automobilistici sono alcune delle sfaccettature che fanno di Stoccarda una città attiva e vivace e, soprattutto ben disposta verso il turista. I suoi abitanti sono molto disponibili e non vi faranno una colpa se non conoscete il tedesco. Il trasporto pubblico cittadino è ben strutturato per cui non sarà necessario utilizzare il vostro mezzo. Ricordiamo che, se anche l’atmosfera è rilassata, si tratta comunque di una metropoli di quasi seicentomila abitanti con tutti i problemi che ciò comporta, in termini di circolazione e di parcheggi.

Stoccarda

In queste pagine cercheremo di dare il maggior numero di informazioni per un soggiorno gradevole, senza stress e che permetta al turista di visitare tutto ciò che di interessante c’è da vedere. Si tratta, in ogni modo, di una grande città e perciò, nonostante i nostri sforzi, consigliamo comunque una visita all’ufficio turistico, se non altro per avere informazioni sul servizio pubblico dei trasporti, sulle sue agevolazioni, sugli orari dei musei e loro facilitazioni e per ottenere una mappa dettagliata del centro.
Crediamo di aver detto abbastanza come introduzione e pertanto ci dedichiamo ora a descrivere le attrattive di Stoccarda.
La visita inizia dall’Altes Schloss che, assieme alla vicina Collegiata, costituisce il più antico monumento della città, infatti, alcune delle sue parti risalgono al X secolo, quando il castello era ancora una semplice fortezza con tanto di fossato.

Stoccarda Altes Schloss (foto BuzzWoof)

Durante il XVI secolo la vecchia costruzione fu sostituita dal palazzo rinascimentale che vediamo ora, anche se non propriamente originale poiché esso fu distrutto nel 1944 durante un raid aereo. Dal 1948 l’edificio ospita il Museo dello Stato del Württemberg. La cappella palatina fu costruita a metà del secolo XVI e rappresenta oggi uno dei più antichi luoghi di culto protestante della Germania del sud.
La storia della Collegiata di Stoccarda risale al X o XI secolo, fatto confermato dal ritrovamento, nella zona dell’altare, di reperti che indicano la presenza sul sito a partire dal periodo romanico. Una chiesa romanica fu qui costruita nel 1175 e continuò ad evolversi, lungo i secoli, con modifiche, aggiunte ed ampliamenti tra i quali i due contrastanti campanili. Nel 1320 si sostituì il coro esistente con un altro più grande in stile gotico e un secolo dopo fu aggiunta una navata gotica e nel 1463 fu finalmente completata. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si salvarono solamente i due campanili e la fiancata nord. Ricostruita negli anni cinquanta secondo lo stile dell’epoca, fu nuovamente restaurata, per colpa di varie deficienze, nel 1999.
A contenere i due edifici di cui abbiamo parlato in precedenza è la Schillerplatz che, come dice il nome, è dedicata al grande Friedrich Schiller originario del Württemberg.

Di fianco alla Collegiata troviamo il Fruchtkasten, una costruzione in pietra del XIV secolo che serviva come magazzino alla adiacente chiesa e che oggi ospita il Museo Statale degli strumenti musicali. Posto ad angolo con il Fruchtkasten, troviamo il Prinzbau, costruito nel 1677 e ampliato nel 1711 con l’aggiunta di un arco. Attualmente vi trova sede il Ministero di Giustizia del Land. Continuando a seguire il perimetro della piazza troviamo la Vecchia Cancelleria la cui parte orientale fu costruita nel 1542 come sede della Cancelleria Ducale. Nel 1556 – 1557 le fu aggiunto un piano ed un nuovo edificio e oggi vi sono ospitate una farmacia, un ristorante e una parte del Ministero della Giustizia. Il memoriale a Schiller, eretto nel 1839, al posto di due pozzi, si trova esattamente al centro della piazza e costituisce il primo monumento dedicato al grand’uomo in tutta la Germania.
Il Neues Schloss (nella foto di apertura dell’articolo) voleva essere la risposta di Stoccarda a Versailles e per questa ragione fu costruito nel 1746 in massiccio stile barocco. Ospitò sino al 1807 il re del Württemberg e fu distrutto completamente nel secondo conflitto mondiale. Successivamente ricostruito, ospita attualmente il Ministero degli affari finanziari e dell’educazione e viene spesso usato dal governo statale per accogliere visitatori importanti.
La Schlossplatz è una grande piazza nel cuore della città e si trova proprio di fronte al Neues Schloss ed al centro della zona dello shopping cittadino. E’ arredata da un’imponente fontana e dalle magnifiche aiuole fiorite dello Schlossgarten che si estende sino a lambire le acque del Neckar. A nord ovest della piazza si trova la Königstraße, la più lunga strada pedonale di Stoccarda e la più rinomata per lo shopping. Il lato ovest della piazza è delimitato dal Königsbau, un edificio classicista costruito a metà del XIX secolo. Distrutto durante la guerra, venne ricostruito nel 1958. Il suo imponente colonnato, costituito da trentaquattro colonne, è lungo centotrentaquattro metri ed è la caratteristica dominante dell’intero edificio. Oggigiorno i suoi accoglienti caffè e la sua galleria piena di negozi invitano i turisti ad una gradevole e riposante pausa. Il Königin Olga Bau è un altro dei prestigiosi edifici che si possono ammirare sulla piazza. Fu ricostruito nel 1949 al posto dell’originale, distrutto durante il secondo conflitto mondiale, come sede di una banca e costituisce un mirabile esempio di architettura della cosiddetta Prima Scuola di Stoccarda. A completare l’arredo della piazza troviamo il Kunstgebäude, il Museo d’Arte che sostituì nel 1902 il Teatro di Corte, distrutto da un incendio.
Il Wilhelspalais, la residenza dell’ultimo re del Württemberg Guglielmo II, è posizionato sulla Charlottenplatz. Riedificato in stile moderno nel 1961 – 1965 dopo i danni patiti durante la guerra, ospita la Biblioteca della città.
Lo Staatstheater Stuttgart costituisce il teatro d’opera cittadino ed è anche chiamato la Grosseshaus essendo stato il più grande tra i due esistenti in quello che era chiamato il Königliche Hoftheater. Fu edificato nel 1912 per completare il complesso teatrale del regno del Württemberg, allora costituito solamente dalla Kleines Haus. Durante la guerra quest’ultima fu distrutta per cui la cittadinanza provvide a erigere un nuovo edificio che fu aperto nel 1962.
Il mercato coperto è una delle curiosità più sensazionali della città. Costruito in stile art nouveau tra il 1912 ed il 1914, offre giornalmente fiori freschi, pesce, carne, verdura, frutta, sia esotica che tradizionale e ogni varietà di spezie. Al primo piano si trovano un ristorante gastronomico ed una galleria dalla quale si può ammirare la folla che giornalmente invade il mercato. Una visita a questo luogo di prelibatezze è come fare una vacanza nella vacanza.
Il mausoleo si trova sull’altura che viene chiamata la collina di Stoccarda e che fu il luogo di costruzione del castello dei Württemberg sin dal XI secolo. Il memoriale è stato costruito per raccogliere i resti mortali della regina Katharina, moglie del re Guglielmo I, morta all’età di trent’anni. L’interno della cappella, costruita in stile classicista, presenta delle nicchie occupate da colossali statue, in marmo di Carrara, dei quattro Evangelisti. Il sepolcro fu utilizzato dal 1825 al 1899 per il rito russo ortodosso. Ancora oggi la comunità russa si serve della collina di Stoccarda per il servizio religioso.
Il palazzo Hohenheim fu costruito nel XVIII secolo alla periferia sud della città sulle fondazioni di una preesistente fortezza. Circondato da parchi e giardini esotici è stato usato sin dal 1818 come accademia dell’agricoltura.
Il palazzo Solitude era la residenza estiva del duca Carlo Eugenio e fu costruito tra il 1764 ed il 1775 su di una collina ad ovest di Stoccarda con una magnifica vista sul circondario. Con le sue tre ali, costruite attorno ad uno spazio aperto, e con un interno in cui sono stati conservati molti pezzi del mobilio originale, il palazzo evoca lo splendore di quei giorni. L’edifico è visitabile ed è una gita fuori porta molto comune per gli abitanti di Stoccarda che approfittano del ristorante interno per godere di un buon pasto.
Lo storico palazzo Ludwigsburg è stato terminato nel 1733 nella cittadina di Ludwigsburg che dista dodici chilometri da Stoccarda. La costruzione, che non fu danneggiata dalla guerra, è dominata da tre differenti stili architettonici: barocco, rococò e impero ed ospita tre musei: dipinti barocchi, porcellane e abbigliamento barocco.

Ludwigsburg (foto Igor Wink)

Il castello Rosenstein si trova nel quartiere di Bad Cannstatt, alla periferia cittadina e fu costruito tra il 1822 ed il 1830, in stile classico, per il re Guglielmo I. L’edifico è situato su di una altura che guarda sulla valle del Neckar, nel parco Rosenstein. Ospita una sede distaccata del Museo Statale di Storia Naturale.
Stoccarda è anche ricca di parchi pubblici, molto frequentati da famiglie e, specialmente, da ciclisti. Di alcuni abbiamo già parlato e pertanto ci limiteremo ad elencarne altri due che, a nostro parere, vanno senz’altro visitati. Il primo è il Wilhelma, costruito come palazzo reale in uno stile che voleva ricordare l’Alambra di Granada e poi trasformato in zoo e giardino botanico. E’ l’unico parco europeo che combina animali con piante esotiche, infatti, il giardino zoologico ospita ottomila animali di mille specie diverse e cinquemila alberi di varia natura.
Il secondo fa parte dell’area del Feuersee, nella parte ovest di Stoccarda ed è famoso per la sua magnifica vista sulla chiesa neogotica di San Giovanni che è stata volutamente lasciata incompiuta, dopo la ricostruzione effettuata per i danni dell’ultimo conflitto, quale memento contro la guerra.
La vita culturale di Stoccarda è piuttosto vivace e caratterizzata da teatri, musei ed altri avvenimenti. Abbiamo già parlato dello Staatstheater, ma vogliamo ancora ricordare che rappresenta regolarmente opere, balletti, prosa e concerti. La Liederhalle è invece casa dell’Orchestra Sinfonica di Stoccarda la quale, diretta dal famoso Roger Norrington, ha sviluppato una distinta sonorità, conosciuta come il suono di Stoccarda. I teatri Apollo e Palladium offrono invece musical secondo lo stile di Broadway.
Anche i musei sono molto numerosi ed alcuni sono già stati elencati nel corso della descrizione dei monumenti cittadini. Il più prestigioso è forse la Galleria Statale che esibisce dipinti di Rubens, Rembrandt, Monet, Renoir, Cezanne e Beuys. Proprio di fianco si trova la Nuova Galleria Statale che si occupa principalmente di arte moderna ed espone opere di Beckmann, Dalì, Matisse, Mirò, Picasso, Klee, Chagall e Kandinski. Non dobbiamo dimenticare che Stoccarda è la città dell’automobile per antonomasia e pertanto è sede di due importanti musei: uno dedicato al marchio Mercedes Benz e l’altro dedicato al marchio Porsche.
Tra gli avvenimenti che animano la vita cittadina citiamo l’annuale Volkfest, originalmente una fiera agricola, ma che con l’andare degli anni si è trasformata in un vero e proprio avvenimento mondano, secondo solo all’Oktoberfest di Monaco. La festa, che dura tre settimane, si tiene nel Canstatter Wasen dall’ultimo fine settimana di settembre alla seconda domenica di ottobre. Ad inizio agosto si tiene invece il festival estivo o Stuttgart Sommerfest con musica, spettacoli e cucina locale. Il tutto nella magnifica cornice della Schlossplatz e nei parchi adiacenti.
Concludiamo queste pagine dedicate alla capitale del Baden – Württemberg ricordando che la città possiede due monumenti al modernariato di grande importanza: la torre della televisione del 1956, prima torre al mondo costruita in cemento, posta sulla collina Hoher Bopser e la stazione centrale, edificata tra il 1914 ed il 1928.

Riprendiamo lentamente la marcia verso sud per fermarci, dopo pochi, chilometri a Neuffen per visitare il suo imponente castello le cui origini risalgono al 1100. Purtroppo nel 1803 venne decretata la demolizione dell’allora esistente fortezza e, benché i lavori di smantellamento siano stati fermati nel 1830 e, di conseguenza, furono iniziate opere di messa in sicurezza, l’edificio è abbastanza in rovina ed è solamente più un simulacro di ciò doveva essere nei momenti del suo massimo splendore.

il castello a Neuffen

Nel 1862 fu installato, nel cortile superiore, un ristorante che è ancora in esercizio oggi. Tutti i fine settimana si può assistere ad una esibizione di rapaci e per due giorni all’anno, nel mese di agosto, viene organizzata una fiera rinascimentale con tanto di figuranti in costume, vecchi mestieri, spettacoli musicali e di magia. La salita al castello, posto ad un’altitudine di settecentoquarantre metri, è anche l’occasione per godere di un panorama spettacolare sul Baden – Württemberg.

Municipio Dettingen (foto Stefen Fussan)

Dettingen an der Erms è posizionato a pochi chilometri a sud di Neuffen: non vale quasi la pena di spostare il mezzo tanto è vicino. La città è posta al centro di una riserva naturale conosciuta come la Biosphärengebiet Schwäbische Alb, protetta dall’Unesco, in cui si possono osservare una fauna ed una flora molto bella con rapaci come falchi e poiane e fiori rari come le orchidee. Il suo centro storico è piuttosto caratteristico e ci offre alcuni edifici che saranno certamente di nostro gusto. Incominciamo il giro turistico con lo Schlössle, oggi municipio, costruito tra il 1502 ed il 1504. Si tratta di una costruzione a più piani con graticci a vista e tetto molto acuto. Dietro al municipio si trova la chiesa evangelica edificata nel 1494. Il coro è in stile gotico, mentre la navata, ricostruita nel 1864, è neogotica. Proseguiamo la visita con lo Zwiefalter Hof costruito nel 1593 come deposito, con cantina e granaio, per i raccolti del grano ed il vino prodotto nei possedimenti siti in Dettingen di proprietà dell’abbazia di Zwiefalten. L’edificio è costituito da una costruzione a quattro piani con travature a vista e da un cortile con più caseggiati, anch’essi con le travature a vista. L’Heimatmuseum o museo storico cittadino è sito in una casa a graticcio originaria del XVI secolo in cui tre generazioni di fabbri lavorarono dal 1871 al 1978 nella bottega annessa. Gli appassionati di archeologia industriale avranno l’occasione di vedere tre edifici storici: lo stabilimento di tessitura, risalente al 1865, la birreria del 1878 e la cartiera del 1857.

Bad Urach piazza del mercato (foto Ssch)

Poiché molti viaggiatori avranno trascorso la notte a Bad Urach, visto che l’area sosta è dislocata in questa cittadina, ne approfittiamo per farle una visita accurata e magari anche per effettuare una sosta ristoratrice in ciò che già il suo nome evoca: le terme. Oltre ad essere molto piacevole per i fiori alle finestre, per le case e per i giardini ben tenuti e per la sua atmosfera rilassata, come del resto sono tutte le città termali, Bad Urach presenta anche una serie di edifici storici dalle architetture veramente piacevoli che ci indurranno ad immergerci senza remore nel suo centro storico. Come sempre iniziamo la visita dalla medievale piazza del mercato, considerata una delle più belle del sud della Germania, dove troviamo case a graticcio del XV e XVI secolo e il municipio del 1440. Quest’ultimo edificio fu ampliato nel 1562 e, come era abitudine nelle città tedesche, il piano terra ospitava la panetteria e la macelleria. La fontana, posta al centro della piazza, è neogotica e presenta una colonna con un tabernacolo del 1500, dedicato a San Cristoforo. Il mulino risale al 1454, ma fu ricostruito nel 1876, dopo un incendio. Oggi ospita il museo storico cittadino. La Residenz, anche chiamata Neues Schloss, fu costruita nel 1443 come residenza dei conti di Württemberg – Urach e contiene sale risalenti al periodo gotico, rinascimentale e barocco.
La chiesa di San Amando fu eretta 1477 in stile gotico. Possiede un sontuoso inginocchiatoio del 1472, un pulpito decorato con figure di santi e padri della chiesa e un fonte battesimale del 1518. Alla periferia cittadina, nel mezzo della splendida valle del Maisen, si trova una cascata, considerata la più bella di tutto lo Swabian Alb. L’acqua che esce dalla sorgente carsica, cade da un’altezza di trentasette metri. Il modo migliore per raggiungere la cascata è di lasciare il mezzo nel parcheggio vicino al centro termale e di seguire il sentiero in piano lungo il torrente Brühlbach. Arrivati sul posto, una scalinata ai piedi della cascata porta al livello superiore della stessa in un contesto naturale bellissimo, fatto di prati e con un panorama veramente attraente.
Il modernamente attrezzato stabilimento termale si trova in mezzo ad un verde scenario costituito dai giardini dello stabilimento stesso da cui si ha una bellissima vista sull’altipiano dello Swabian Alb. Molti sono i trattamenti terapeutici offerti da queste terme e siamo sicuri che incontreranno il favore di chi vorrà assaporare il piacere di trascorrere qualche ora in assoluto relax.

L’abbazia di Zwiefalten, che già abbiamo menzionato nel capitolo riguardante Dettingen, sarà la nostra prossima visita. Il monastero benedettino fu fondato nel 1089 al tempo della controversia delle investiture. Gli edifici che vediamo oggi furono ricostruiti in stile barocco tedesco nel 1739 – 1747 sotto la direzione di Johann Michael Fischer.
Nel 1802 l’abbazia fu secolarizzata e i monaci vennero allontanati e sostituiti da un ospedale psichiatrico, in attività ancora oggi, e dal Museo Psichiatrico del Württemberg. L’interno della chiesa è considerato un modello del barocco, contiene cappelle ricche di ornamenti e balaustre dorate ed è dominato dall’imponente altare che combina una statua gotica della Vergine Maria del 1430 con aggiunte barocche del 1750. Gli elaborati affreschi sono di Franz Joseph Spiegler.

Aree di sosta consigliate

Località Indirizzo struttura Coordinate Lat – Long Pagina
Kempten Parking, Illerdamm/Jahnweg [St.Mang Brücke], Kempten  47.72907 – 10.31883
Memmingen Stadtpark Neue Welt, Colmarer Strasse, Memmingen 47.99539 –  10.18250
Rot an der Rot Stadtpark Neue Welt, Colmarer Strasse, Memmingen 47.99539 –  10.18250
Biberach an der Riss Wohnmobilplatz, Rißstraße, Biberach an der Riß 48.10292 –   9.79556
Ulm

 

Am Donaustadion, Wielandstrasse 74, Ulm 48.40727 – 10.00977
Blaubeuren Wohnmobilstellplatz Blaubeuren, Dodelweg 20, Blaubeuren 48.41530 – 9.79086
Nürtingen

 

Festplatz, Plätschwiesen, Nürtingen 48.63638 – 9.33055
Stoccarda Am Messegelände, Tor 1 aan de L1192n, Stuttgart 48.69640 – 9.18370
Neuffen

 

Schutzenhaus, Schutzenhausweg, Neuffen 48.54718 – 9.37060
Dettingen an der Erms  Wohnmobilstellplatz Bad Urach, Bäderstraße, Bad Urach 48.50091 –  9.37697
Bad Urach Wohnmobilstellplatz Bad Urach, Bäderstraße, Bad Urach 48.50091 –  9.37697
Zwiefalten Wohnmobilstellplatz Bad Urach, Bäderstraße, Bad Urach 48.50091 –  9.37697

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