Iniziata il 4 luglio scorso, fino al 13 giugno 2027, un’installazione immersiva traduce oltre 5.000 ore di registrazioni glaciali in un viaggio sonoro tra natura e impatto antropico. Chiudere gli occhi e ascoltare il “respiro” di una montagna. È questa l’emozione che regala Marmolada: il respiro della Regina, la nuova installazione immersiva ospitata al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo (inclusa nel normale biglietto di ingresso).

Lontano dalle fredde statistiche, l’opera racconta la crisi climatica attraverso l’ascolto, dando voce a un patrimonio sonoro straordinario: oltre 5.000 ore di registrazioni catturate nell’estate 2025 sul Ghiacciaio della Marmolada. L’installazione è il nuovo, affascinante capitolo del progetto multidisciplinare Un Suono in Estinzione, che intreccia ricerca scientifica, tecnologia e arte per riflettere sulle profonde trasformazioni degli ambienti di alta quota.

Il fulcro dell’esperienza condensa in pochi minuti una settimana di vita del ghiacciaio, registrata durante l’intensa ondata di calore dell’estate scorsa. Il pubblico viene avvolto da un sistema audio multicanale a sette diffusori che restituisce la geofonia (il movimento del ghiaccio, lo scorrere dell’acqua di fusione, il vento, la roccia) e la biofonia (la fauna d’alta quota).

Tuttavia, l’ascolto rivela una sorpresa amara: a dominare è spesso l’antropofonia. Elicotteri, traffico, funivie ed escursionisti disegnano il profilo di una montagna profondamente trasformata dalla presenza umana. A testimonianza di ciò, il visitatore può interagire con una barra luminosa dotata di dodici punti tattili: appoggiando la mano, si modifica il paesaggio sonoro aggiungendo un’impronta acustica di origine antropica, mentre dispositivi video mostrano in tempo reale i dati della fusione glaciale.
«Le registrazioni non hanno finalità glaciologiche e non sostituiscono le misure scientifiche – spiega Christian Casarotto, glaciologo del MUSE -. Diventano però uno strumento di narrazione capace di restituire la complessità dell’alta montagna. Il suono diventa testimonianza sensibile del cambiamento climatico, rivelando processi spesso invisibili e invitando a percepire il ghiacciaio come un organismo dinamico, la cui voce è oggi sempre più rara e fragile».

Per Sergio Maggioni (NEUNAU), sound artist e curatore del progetto, la Marmolada ha riservato una consapevolezza forte rispetto alle precedenti campagne sull’Adamello: «Siamo saliti per registrare il ghiaccio e i fenomeni naturali, ma ci siamo accorti che stavamo catturando una presenza antropica costante e molto evidente. Rispetto al passato, qui il peso dell’attività umana è decisamente più marcato ed è diventato parte integrante della narrazione».
Il progetto Un Suono in Estinzione, nato nel 2020, conferma così la sua capacità di tradurre i dati ambientali in strumenti di divulgazione universale, spostando l’attenzione dal singolo ghiacciaio all’intero ecosistema montano.
L’esposizione è accompagnata da un calendario di approfondimenti e laboratori per famiglie, per esplorare il legame tra ambiente, arte e clima.
Geolabs – “Marmolada: una montagna di suoni”
Laboratori pratici per scoprire come i suoni raccontino la vita della montagna.
Ore 10.45: 28 luglio | 11 agosto | 12 settembre
Ore 17.00: 2 agosto | 19 agosto | 6 settembre
(Nota: Il ciclo di incontri “Rocks and Art” con il sound artist Sergio Maggioni, dedicato all’interpretazione del paesaggio dolomitico, si è tenuto con un primo focus il 22 luglio e tornerà con nuovi appuntamenti in autunno).
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https://www.muse.it/contrib/uploads/2023/05/MGD-Calendario-mobile-2026.pdf
credit foto apertura Rudi Signorini