Secondo unaricerca dell’Ifeu, il prestigioso istituto tedesco di riferimento per le tematiche energetiche e ambientali,le vacanze in camper e caravan sono decisamente più sostenibili rispetto ai classici soggiorni in albergo.Il motivo? Se da un lato il viaggio su ruote richiede un maggiore dispendio di carburante, dall’altroil pernottamento in campeggio o area di sosta abbatte drasticamente le emissioni. I numeri parlano chiaro: una notte in hotel produce 22,1 kg di CO₂ a persona, mentre la stessa notte in area di sosta con un camper furgonato ne genera appena 1,8 kg (fino a 10 volte in meno). In sintesi:meno chilometri percorsi e più giorni di sosta significano un vantaggio ecologico ancora più marcato per chi sceglie la libertà delle quattro ruote.
Unaconferma arriva anche dalla ricerca “Turismo in camper, impatto economico ambientale del camperista” realizzata da Ergo, spin off della scuola Superiore degli Studi Universitari Sant’Anna di Pisa in collaborazione con Caravanbacci,storico rivenditore di veicoli ricreazionali di Lavoria (Crespina Lorenzana), in provincia di Pisa, per cui la migliore performance energetica di un camper viene raggiunta su un volume di 4 o 5 passeggeri, ma i suoi risultati positivi sono misurabili con qualsiasi equipaggio. Dai dati emerge che il camper è molto più sostenibile della formula “auto e albergo”: produce infatti solo il 70% delle emissioni di CO₂ rispetto a un viaggio tradizionale. In quest’ultimo, a pesare maggiormente sull’ambiente, sono proprio i pernottamenti in hotel, che da soli causano il 42% delle emissioni di anidride carbonica e il 46% del consumo di combustibili fossili.
Ester Bordino, Presidente di Assocamp, l’Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per Campeggiodichiara:“Il camper non è solo un mezzo di trasporto, è un modello di mobilità sostenibile. Rispetto alle strutture ricettive classiche, il turismo itinerante impatta molto meno sul territorio, a patto che sia accompagnato da un approccio consapevole. Come Assocamp, sosteniamo da sempre un utilizzo virtuoso dei veicoli ricreazionali: piccole attenzioni quotidiane nell’uso delle risorse fanno un’enorme differenza, trasformando ogni camperista in un vero e proprio custode dell’ambiente”.

Lagestione equilibrata delle risorse e la predisposizione a non sprecarle sono presenti nel DNA del camperista.A differenza di chi alloggia in hotel, chi sceglie il camper ha a disposizione un serbatoio d’acqua capiente ma comunque non infinito (generalmente 100 litri). Questo induce a un consumo idrico attento e consapevole, impensabile nelle strutture ricettive tradizionali.
Se pensiamo all’energia, il viaggio in camper fa la differenza perché la maggior parte dei mezzi moderni è dotata di pannelli solari sul tetto.A confermarlo è anche la ricerca realizzata da Assocamp, su un campione di oltre 52 concessionari affiliati, chiamati a raccontare le tendenze osservate nei propri punti vendita e noleggio. Secondo il 63,5%, batterie al litio insieme a inverter e moduli fotovoltaici sono i dettagli che convincono il viaggiatore a spendere di più di quanto aveva previsto per acquistare un camper. L’autonomia energetica supera per importanza sia il comfort climatico garantito da impianti di climatizzazione e riscaldamento evoluti, sia la configurazione degli spazi interni. Questo garantisce un’energia pulita con illuminazione a LED, la ricarica dei dispositivi e il funzionamento della pompa dell’acqua riducendo quasi a zero la necessità di allacciarsi alla rete elettrica tradizionale durante le soste nelle aree non attrezzate.
Assocamp ha redatto sette regole d’oro per il camperista sostenibile
1.Utilizzo di prodotti eco-friendly:optare per stoviglie riutilizzabili o biodegradabili è importante per rendere la permanenza in camper a basso impatto. Per la pulizia del mezzo e delle stoviglie e per l’igiene personale è bene scegliere saponi e detergenti naturali, così le acque grigie (doccia e lavandino) inquineranno meno in fase di scarico.
2.Scarico consapevole e rigoroso:scaricare le acque grigie e nere esclusivamente negli appositi camper service. La scelta di utilizzare disgreganti per il WC chimico a base biologica (totalmente privi di formaldeide) è un dovere per non inquinare le falde acquifere. Inoltre è sempre importante avere cura di lasciare pulita l’area.
3.Eco-Driving:il camper è un veicolo pesante. Adottare una guida fluida, mantenere una velocità di crociera moderata (intorno ai 90-100 km/h in autostrada) e controllare regolarmente la pressione degli pneumatici riduce drasticamente i consumi di carburante e le emissioni.
4.Risparmio delle risorse idriche ed elettriche:installare aeratori (rompigetto) sui rubinetti miscela aria all’acqua e consente di ridurre il flusso erogato senza far percepire il calo di pressione durante l’utilizzo. L’installazione di moduli fotovoltaici e batterie di accumulo consente di massimizzare la propria autonomia elettrica.
5.Sosta a “traccia zero”:è una regola condivisa lasciare il luogo esattamente come è stato trovato, se non meglio. Non accendere fuochi a terra. Non invadere la flora locale con tendalini e tavolini al di fuori della propria piazzola e rispettare il silenzio della natura.
6.Raccolta differenziata: lo spazio a bordo è poco, ma è fondamentale organizzare dei mini-contenitori per separare carta, plastica, vetro e organico per conferirli correttamente.
7.Campeggi e aree sosta attenti alla sostenibilità:esistono diverse certificazioni che attestano le buone pratiche adottate da campeggi e aree di sosta che è bene scegliere, alcune sono europee o italiane, altre internazionali e confermano l’attenzione verso le risorse idriche ed energetiche, per la raccolta e gestione dei rifiuti, oltre che per la tutela del paesaggio e della biodiversità o la promozione di prodotti del territorio e della mobilità sostenibile per gli spostamenti in loco, ad esempio con il noleggio di biciclette. Tra queste: Greenkey, Ecocamping, Eu Ecolabel, Green Globe e Legambiente Turismo.
Fonte report Ifeuhttps://www.civd.de/wp-content/uploads/2019/05/2020_ifeu_Klimabilanz-von-Reisen-mit-Reisemobilen.pdf





