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Sagra del grano di Jelsi in Molise

da Redazione
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Secondo la tradizione, la festa del grano di Jelsi (CB) nasce nel 1805 in seguito al terremoto del 26 luglio di quell’anno, per ringraziare Sant’Anna per aver difeso e protetto il paese.
Il sisma ebbe come epicentro il comune di Baranello in provincia di Campobasso, ma colpì tutto l’Alto Molise e gran parte del Regno di Napoli, dove si poterono contare più di cinquemilacinquecento morti. A Jelsi, i morti registrati furono appena trentuno, di cui ventisette ritrovati nel giorno della grande scossa e quattro successivamente. Da allora, a memoria d’uomo, ogni 26 luglio è portata in processione la statua di Sant’Anna. Alla quale si chiede la protezione dal terremoto e dai mali futuri attraverso l’offerta di spighe di grano.
La devozione di dedicare una festa con offerta di grano s’impose ancor di più nel suo carattere quando il placarsi, nel giorno di Sant’Anna, di un violento uragano, scatenatosi nei giorni 24 e 25 luglio 1814, fu visto come un altro intervento della Grande Madre, altro nome della Santa. Non sappiamo se prima di questi avvenimenti esistesse l’uso di trasportare in processione offerte di spighe di grano. È certo che fino agli inizi del Novecento, dopo la mietitura, oltre alle offerte fatte alla santa, era consuetudine fare un’offerta alla chiesa usando spighe di grano.


I modi d’offerta devozionali originari sono quelli del trasporto del grano lungo la strada principale del paese con la traglia, l’asino e le trasportatrici.
Assieme alle spighe di grano, sono da considerarsi un’ulteriore offerta devozionale, le scamorze. Solitamente due, venivano appese sotto la pëlomme (composizione di paglia e spighe messa sulla parte alta delle traglie durante la sfilata). Accanto a questa venivano posizionate, semplicemente appoggiate o inserite in nicchie costruite appositamente, anche le bambole, le quali dopo gli anni cinquanta sono state sostituite da bambini in costume.
La manifestazione è Patrimonio immateriale d’Italia riconosciuto dall’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia. Ha inoltre ricevuto una sponsorizzazione non onerosa dell’ENIT per l’anno 2013, che ne ha riconosciuto l’alta valenza turistica. Patrimonio culturale d’Europa, riconoscimento del 2018. La festa di Jelsi, insieme a manifestazioni simili dei comuni di Fontanarosa, Flumeri, Mirabella Eclano, Villanova del Battista, San Marco dei Cavoti e Foglianise, è parte della comunità patrimoniale delle feste del grano, nel cui ambito è in corso un progetto di patrimonializzazione UNESCO vincitore di bando e finanziato dalla regione Campania dal titolo Rituali e carri artistici del grano. Ricerche e studi finalizzati all’elaborazione di un dossier di candidatura di rete per l’iscrizione nella Lista Rappresentativa dei Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità UNESCO.


Quest’anno la manifestazione avrà luogo dal 25 al 28 luglio, ma già nei giorni precedenti la festa, lungo le strade del paese, si possono incontrare diverse signore all’opera per intrecciare spighe la cui funzione è di creare chilometri di trecce destinate ad essere usate come festoni per l’ornamento del borgo.
I carri vengono invece allestiti nei capannoni, trattando ed incollando chicchi e spighe per poi essere portati in paese il 26 luglio per ricevere la benedizione e per la sfilata che si svolge a metà mattinata.
Info: https://www.comune.jelsi.cb.it/
A cura di Roberto Serassio

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