Sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 si svolge a Roccamontepiano (CH) la “Festa del Vino Cotto, castagne e sapori d’autunno” in contrada Terranova con tante specialità da gustare come gli gnocchi asparagi guanciale e vino cotto, le costine di maiale marinate al vino cotto, l’insalata di zucca, noci e mosto cotto, cantucci e assaggi di vino cotto a cura dell’Associazione Produttori Vino Cotto.
“Dumane passe, ca ‘bbieme a coce” (Domani passa che cominciamo a cucinare) è la frase più frequente che si scambiano parenti e amici in autunno a Roccamontepiano, dandosi appuntamento per il rito della cottura del vino. Ogni famiglia segue la sua ricetta che si tramanda da secoli, per creare un nettare che nella lunga cottura riempirà l’aria di profumi aspri e soavi. Quando l’uva Montepulciano è sufficientemente viola e dolce per essere raccolta, viene pigiata negli antichi torchi di legno, dote imprescindibile di ogni famiglia e il fuoco comincia a scoppiettare sotto la caldaia per accogliere il prezioso succo che, a breve, comincerà a sobbollire per un tempo lungo di paziente e conviviale attesa.

Millenarie sono le origini del vino cotto, largamente utilizzato nei lauti banchetti delle antiche civiltà greche e romane, per l’Abruzzo se ne trova testimonianza nella pubblicazione di Filippo Rizzi Memoria sull’abuso di cuocere il mosto del 1811, ma anche lo scrittore inglese Edward Lear, nel suo libro Illustrated Excursions in ltaly (1843-1844) parlando di Carsoli e del territorio circostante scriveva: “… Ho assaggiato alcuni vini, stagionati per molti anni, che erano di poco inferiori al buon Marsala,…” Guido Giuliani nel suo libro Il vino in Abruzzo (1975) scrive a proposito del vino cotto: “vino da dessert di antica tradizione e di particolare pregio, che si consuma nelle occasioni da ricordare, o quale coadiuvante nella cura del raffreddore e dell’influenza”.
Riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal Ministero dell’Agricoltura, fa parte dei prodotti di Comunità di Slow Food che salvaguarda le specialità abruzzesi realizzati con tecniche ancestrali e si appresta a diventarne un presidio. Alla cottura tradizionale familiare si affianca quella portata avanti dalla cooperativa che svolge l’attività di produzione di vino cotto e mosto cotto in contrada Terranova di Roccamontepiano.

Normalmente occorrono circa sei-otto ore per la cottura del vino perché acquisti una densità simile a quella del caramello e un colore dal granato al rubino. Occorre mescolare sapientemente con il grande mestolo (lu manire) di rame nella caldaia (caldaro) che bolle sopra un fuoco vivo, ma non troppo vivace per evitare che il succo trabocchi, schiumandolo di continuo.
Per la sua cottura viene utilizzato da alcune famiglie un piccolo forno di terracotta, realizzato con gli stessi materiali delle “pagliare”, ossia argilla, acqua e paglia, ma anche forni costruiti artigianalmente in ferro.
Info: https://www.facebook.com/p/Festa-del-Vino-Cotto-castagne-e-sapori-dAutunno-100086344841759/
Credit foto: pagina Facebook sagra del vino cotto Roccamontepiano