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Nasce Ecolago, nuovo progetto di turismo ed educazione ambientale

da Redazione
76 letture Lago D'Orta

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Si tratta di un nuovo progetto di educazione ambientale e scoperta del territorio boschivo del Lago d’Orta, che prevede una serie di iniziative divulgative di carattere turistico nel corso delle settimane estive e l’apertura al pubblico di un sentiero naturalistico didattico e di un’area didattica pic nic “sostenibile e a Km0” realizzata con legno di castagno, una risorsa naturale del territorio insubrico. Il progetto è stato ideato dal mondo delle associazioni locali che vede capofila l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone in collaborazione con le associazioni Mastronauta e Dragolago, e dal Comune di Ameno (NO), con il sostegno della Fondazione Comunità del Novarese ONLUS e dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore.
Il progetto è una delle prime attuazioni concrete del Contratto di Lago del Cusio, accordo in via di sottoscrizione, che unisce oltre 120 enti e soggetti privati nell’impegno di salvaguardare l’ecosistema del lago d’Orta e della Valle dello Strona. Una case history replicabile da altre realtà territoriali che consente, grazie alla capillarizzazione di interventi sul territorio e all’unione di risorse di coordinare al meglio le iniziative culturali.
Ecolago intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela del territorio naturale locale con focus sull’ecosistema del canneto lacustre e del patrimonio boschivo del castagno, coinvolgendo persone di tutte le età, e mira soprattutto a creare consapevolezza per migliorare il rapporto tra comunità locale e ambiente naturale in cui vive. Le iniziative previste nelle settimane estive riguarderanno in particolare l’area sud orientale del Lago d’Orta e sono consultabili al sito http://ecolago.lagodorta.net

Il castagno, una risorsa ad alto potenziale
Il progetto Ecolago ha come primo obiettivo divulgativo quello della valorizzazione del castagno: questo può dare vita infatti a filiere locali che permettano di sostenere lo sviluppo economico territoriale e di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti legnosi di importazione (riduzione delle emissioni di C02 determinate dal trasporto su lunghe distanze). E’ stata realizzata un’area ristoro in legno di castagno proveniente dai boschi comunali, permettendo la riduzione dell’impatto ambientale dell’opera, definibile a “km0”.
L’area è utilizzabile dai turisti lungo le sponde del fiume Agogna, nel territorio di Ameno (NO), con l’obiettivo di creare informazione a riguardo grazie a bacheche informative, rigorosamente realizzate in legno di castagno, volte a sensibilizzare i visitatori sulle caratteristiche del castagno e il suo valore aggiunto come legname da opera. E’ stato inoltre realizzato uno spazio informativo dedicato ai valori della filiera corta e all’utilizzo delle risorse locali per la salvaguardia dell’ambiente.
Il legno di castagno è abbastanza leggero, resistente, durevole, esteticamente pregevole e possiede un elevato contenuto di tannini che gli conferiscono buona resistenza agli agenti del degradamento biologico, rendendolo idoneo anche a impieghi in ambienti umidi e/o esterni ove i funghi rappresentano il maggior fattore di rischio.
Oggi solo una limitata percentuale del legname dei castagneti viene destinata a impieghi di maggior pregio, mentre la maggior parte della biomassa raccolta trova uno sbocco commerciale sotto forma di legna da ardere o da triturazione per la produzione di energia. La durabilità naturale del castagno (una delle migliori tra le specie europee e paragonabile a quella di alcuni legnami tropicali) permette di evitare il ricorso a trattamenti preventivi con preservanti chimici.
La realizzazione di questa opera è stata possibile nell’ambito del Progetto CastagnoPiù, di cui il Comune di Ameno con l’Associazione Forestale dei Due Laghi risulta partner che ha aggregato tutti i soggetti della filiera legno di castagno, dal proprietario boschivo all’artigiano chiamato a produrre l’arredo finale, permettendo di condividere la storia della materia prima, nell’ottica di una generale rivalorizzazione forestale e territoriale regionale coerente con la lotta ai cambiamenti climatici riducendo le emissioni legate ai trasporti della materia prima su lunga distanza.

Ecolago area didattica Castagno

 

Verde Vivente: il nuovo percorso naturalistico alla scoperta del Lago d’Orta
Presso la Riserva Naturale del Monte Mesma, è stato recentemente inaugurato Verde Vivente, il nuovo percorso didattico naturalistico di educazione civica ambientale in contesto boschivo all’interno della Riserva Naturale del Monte Mesma. Ideato e curato dall’Associazione Dragolago e dall’Associazione Culturale Mastronauta, in collaborazione con l’Ecomuseo Cusius, Comune di Ameno e con il sostegno dell’ Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità del Novarese ONLS.
Il sentiero Verde Vivente si snoda tra Bolzano Novarese ed Ameno nel territorio compreso nella Riserva della Biosfera MAB (Man & Biosphere) UNESCO Ticino Val Grande Verbano e prevede sei tappe interattive per conoscere l’affascinante mondo delle piante e apprendere da loro come prendersi cura del nostro pianeta.
Il percorso Verde Vivente rientra tra gli interventi promossi dal progetto Ecolago che ne sosterrà anche lo sviluppo didattico per scuole e famiglie, l’attivazione di specifiche attività laboratoriali outdoor e altri interventi partecipati di sensibilizzazione alle tematiche ecologico-ambientali.

Contaminazioni video-teatrali lungo il percorso Verde Vivente
Tra le modalità di coinvolgimento attivo all’interno del percorso Verde Vivente, si distingue quella che prevede la contaminazione artistico teatrale “Resta Qui Airlines” a cura di Kim Forni e Sara Cattin che nei panni di due assistenti di volo accompagnano i partecipanti simulando un viaggio che parte e arriva nello stesso luogo, ponendo l’attenzione su come ogni ecosistema locale sia il risultato di un lungo processo di spostamenti e migrazioni.
Il progetto interattivo prevede per i turisti la possibilità di usufruire in autonomia di video perfomance divulgative lungo le sei tappe di Verde Vivente che possono essere guardate lungo il percorso tramite codice QRCode. Le assistenti di volo accompagnano i camminatori con parole e gesti, integrando i concetti e suggestioni appena spiegati con i contenuti specifici sulle specie vegetali presenti sul percorso, sull’ecosistema locale e le sue caratteristiche visibili e invisibili.

L’ ecosistema del canneto: un delicato mondo da imparare a rispettare

Canneto di Gozzano

Un terzo punto di attenzione ruota attorno al delicato ecosistema del canneto di Gozzano (NO). Il progetto pone l’attenzione sui processi di migrazione delle diverse specie animali e vegetali, le quali nel tempo vanno a sviluppare un ecosistema su cui l’uomo rischia, coi suoi comportamenti, di interferire in maniera dannosa. L’abbandono di animali esotici in natura o di piante aliene comporta danni importanti all’ecosistema. Nel Lago d’Orta, ad esempio, si registra un incremento delle popolazioni di tartarughe acquatiche esotiche e di gamberi della Louisiana che stanno decimando alcune specie ittiche autoctone.
Andrea Del Duca, direttore di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, ha dichiarato: “Ecolago è un progetto ponte, che mira a unire le generazioni coinvolgendo la comunità per la conoscenza e la salvaguardia dell’ambiente. Si pone come case history replicabile a livello nazionale da altri ecomusei sulla tutela di specifici ambienti naturali. Il progetto è inoltre una delle prime attuazioni concrete del Contratto di Lago del Cusio, accordo in via di sottoscrizione, che unisce oltre 120 enti e soggetti privati nell’impegno di salvaguardare l’ecosistema del lago d’Orta e della Valle dello Strona.”

Inaugurazione Ecolago, da sinistra: Matilda Montagnoli, sindaco CCR (consiglio Comunale Ragazzi) Gozzano; Andrea del Duca direttore Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone; Noemi Brambilla Sindaco di Ameno (NO); Giovanni De Bernardi presidente Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone

Il progetto Ecolago è sostenuto da Fondazione Comunità Novarese onlus che ha stanziato un contributo di 29.500 euro e avviato una campagna di raccolta donazioni. Il progetto si può sostenere attraverso tutti gli strumenti della Fondazione: bollettino postale, bonifico o pagamento paypal sul sito www.fondazionenovarese.it

Agenda appuntamenti Ecolago aperti al pubblico
Per informazioni sui singoli eventi consultare il sito http://ecolago.lagodorta.net, che sarà aggiornato costantemente in occasione delle varie attività previste, oppure scrivere a Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone ecomuseo@lagodorta.net

L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone si costituisce il 14 maggio 1997 da enti pubblici e privati mossi dalla volontà di dar vita a una realtà di cultura materiale del territorio del Cusio, del Mottarone e della Val Strona. È un’istituzione culturale “che assicura la preservazione e la valorizzazione dei beni naturali e culturali del territorio con la partecipazione della popolazione. Ad oggi fanno parte dell’Ecomuseo le seguenti realtà associative: il Museo degli alberghieri dell’Associazione Alberghieri Armeno, il Gruppo Mineralogico Ossolano, la Famiglia Alzese (Alzo di Pella), La Finestra sul Lago (San Maurizio d’Opaglio), il Laboratorio di Arti Visive (Granerolo), il Museo etnografico e dello strumento musicale a fiato di Quarna Sotto, l’Associazione Musicale Accademia di Quarna Sotto, il Teatro delle Selve di Pella, l’Associazione Walsergemeinschaft Kampel, l’Associazione Ambientarte La Traccia, l’associazione Felice Pattaroni di Gravellona Toce, lo spazio museale di Ameno, i Comuni di Armeno, Casale Corte Cerro, Cesara, Gozzano, Gravellona Toce, Miasino, Nonio, Omegna, Orta S.Giulio, Pella, Valstrona; il Museo dell’ombrello e del parasole di Gignese, il Museo dell’arte e della tornitura del legno di Pettenasco, il Museo del rubinetto e della sua tecnologia di San Maurizio d’Opaglio, il Consorzio Giardino Botanico Alpinia, la Comunità Montana Cusio Mottarone Due Laghi Strona e Basso Toce, la Fondazione Calderara di Arte Contemporanea (Vacciago di Ameno), la Fondazione Museo Arti e Industria (Forum di Omegna), il Gruppo Grotte CAI Novara e la Provincia di Novara.

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