Aree di sosta camper: investire sul turismo in libertà

Il boom avuto dai camper nelle ultime due stagioni ha stimolato alcune riflessioni sugli aspetti collaterali di business e di marketing per questo genere di turismo. Il Salone di Parma ha affrontato l’argomento con un pool di esperti che hanno analizzato il valore di questi investimenti

Tempo di lettura: 3 minuti
Rendering al computer del progetto di un'area di sosta camper

Il triste periodo di pandemia, difficilissimo e tragico, ha avuto come involontario effetto collaterale quello di stravolgere le abitudini consolidate da sempre, facendoci però scoprire opportunità diverse da quelle cui eravamo abituati, con consuetudini radicate. Un tempo in cui tante novità sono state giocoforza e nostro malgrado catapultate sulle vite di tutti. In tanta pena per i grandi problemi che abbiamo dovuto affrontare, ci sono state comunque novità positive, come è normale succeda nei periodi di grande cambiamento. Per il settore camper, l’idea del turismo in libertà, evidenziata con enfasi dai media di ogni tipo nella scorsa estate come vacanza covid-free (anzi, molti hanno cavalcato l’onda alla ricerca di qualche like in più, con risultati talvolta francamente grotteschi per le inesattezze scritte o dette da persone incompetenti …), ha dato una spinta incredibile a tutto il comparto, come una grande e involontaria campagna pubblicitaria supportata da un investimento enorme. Il risultato è stato quello che il settore camper è stato dei pochi a registrare numeri in crescita nel disgraziatissimo anno (commercialmente parlando) 2020; la tendenza del 2021 sembra ricalcare quella della stagione precedente, anzi probabilmente al momento di tirare le somme ci sarà di nuovo un segno più davanti ai numeri finali. Il valore di una vacanza all’aria aperta, liberi di “Girare”, ha quindi sedotto tanti nuovi utenti che fino a pochi mesi fa non avrebbero neanche preso in considerazione la vacanza in camper. E’ molto probabile che questo trend non si esaurirà nel breve periodo, molti dei nuovi adepti sono affascinati dalla vacanza in libertà che solo il camper può offrire e resteranno piacevolmente “invischiati” in questo nuovo corso, di vacanza ma anche di vita, anzi le nuove dinamiche sociali sicuramente favoriranno la mobilità e lo smartworking dinamico: tra qualche anno l’ufficio potrebbe essere un ricordo per molti (vedi a proposito la proposta di Sunlight https://www.girareliberi.it/2021/07/12/smart-working-in-mobilita-sunlight-ci-crede/).

La richiesta di aree di sosta andrà sicuramente ad aumentare, e sarà opportuno che quelle già esistenti adeguino spazi e servizi per rispondere ad una domanda in crescita che porta ricchezza alle località turistiche che offrono tale servizio.
Il numero stimato di camperisti che si muove in Europa conta una cifra enorme, si stima in ben venti milioni di utenti, un flusso turistico importantissimo che vale la pena di intercettare per farlo sostare nelle aree della nostra Italia, sempre una delle mete più ambite e soprattutto una meta che viene replicata negli anni grazie al nostro immenso patrimonio turistico. La richiesta di vacanza emozionale, a contatto con la natura e l’outdoor è sempre più importante e il camper è uno degli strumenti più adatti per soddisfarla.

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Il Salone del Camper di Parma, tra gli argomenti collaterali alla manifestazione fieristica, ha affrontato tempo fa l’argomento con un webinar per operatori del settore intitolato “Aree di sosta camper: una forte spinta economica per il territorio” che può essere una buona base di studio e analisi per tutti coloro che stanno valutando l’idea di investire su un’area di sosta per camper (https://www.salonedelcamper.it/webinar-25-marzo/).
Gli interventi qualificati di esperti del turismo e del settore camper hanno infatti mostrato dati e informazioni che confermano la validità di tali progetti per i territori, evidenziando i vantaggi che possono ricadere su chi investe ma soprattutto sulle località turistiche, sfatando il luogo comune, un po’ da leggenda metropolitana, che quello con il camper sia un turismo povero che prende tanto e lascia poco sul territorio.

Ovviamente, come tutte le realizzazioni che richiedano permessi e licenze edilizie in Italia, la faccenda ha le sue complicazioni tecnico/burocratiche, ma il supporto dell’AIASC (Associazione Italiana Aree Sosta Camper) sulle pratiche da affrontare sui passi da compiere per progettare e realizzare un’area di sosta è particolarmente utile: dalla scelta dell’area alle attività preliminari burocratiche, dai camper service alle colonnine di erogazione dell’energia, dai servizi igienici al sistema di scarico reflui, dal tipo di pavimentazione alla recinzione, dall’illuminazione alla raccolta differenziata, dal sistema di controllo degli accessi fino alla videosorveglianza e alle aree attrezzate per i giochi. Tante sono le opzioni dei servizi che un’area di sosta può offrire.

area sosta Camping Live – Merano

A conclusione del webinar, la presentazione di tre esperienze reali, due amministrazioni comunali (Pomarance, Firenzuola) e di un imprenditore privato (Merano), che hanno raccontato l’esperienza che li accomuna, hanno evidenziato che la realizzazione di un’area di sosta camper fa crescere il territorio e può creare un business interessante.

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Per approfondire l’argomento:
www.salonedelcamper.it
www.associazioneproduttoricamper.it (menu aree di sosta)
www.aiasc.it (Associazione Italiana Aree Sosta Camper)

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